Fazio a Chieti: “Sanità abruzzese ok e massimo impegno per i nuovi ospedali”

“La priorità per l’Abruzzo è potenziare il territorio con i medici di medicina generale. La rete adesso è quasi tutta razionalizzata perché bisogna arrivare a 3,3 posti letto per mille abitanti, e siamo ancora sopra questo dato. C’é ancora un pò di strada da fare, però con lo sblocco dei fondi fino ad adesso bloccati dal piano di rientro, pari a 250 milioni di euro, credo che ci possa essere ossigeno”.

Insomma, adesso che i conti sono a posto, Ferruccio Fazio invita a guardare avanti. Lo fa in una platea del teatro Marrucino gremita e attenta. ‘intervento del ministro alla Salute, d’altro canto, era atteso: da lui s’aspettava la ‘certificazione‘ che in Abruzzo le cose sono tornate a posto e che Chiodi ha operato bene. “Direi che il grosso sulla sanità è stato fatto in Abruzzo perché è stata fatta la razionalizzazione, che era la cosa importante. Questa regione ha rappresentato la mia scommessa da quando sono arrivato al ministero – ha detto Fazio nel suo intervento nel convegno ‘Sanità: dal piano di rientro al piano di sviluppo’ -. Vuoi per il dissesto finanziario, vuoi anche per le caratteristiche particolari di una regione piccola in cui c’é stata la tragedia del terremoto, per la popolazione di persone serie, ostinate, determinate con cui è nato un rapporto di stima e amicizia”.

Il più contento di tutti, ovviamente il commissario Gianni Chiodi che ancora una volta ha rimarcato i risultati raggiunti negli ultimi tre anni, partendo da quella voragine di 4 miliardi di euro di debiti complessivi, di cui 2,5 miliardi sulla Sanità. “Eravamo la regione più indebitata d’Italia – ricorda Chiodi -. Abbiamo dovuto attuare il famoso Piano di Rientro per evitare il default, considerando che, come certificato dal Tavolo tecnico, erano stati distratti dai precedenti governi regionali 528 milioni di euro, da utilizzare per finanziare altre voci della spesa ordinaria regionale. E’ stato questo disavanzo a portare al commissariamento della Regione, che nel dicembre del 2010 doveva ancora coprire un deficit di 360 mln di euro, coperti a loro volta per 200 mln con un mutuo dello Stato e per i restanti 160 mln, attraverso l’utilizzo di risorse derivanti dai Fondi Par-Fas. In questo modo siamo riusciti a raddrizzare un sistema che, prima del nostro arrivo, perdeva 107 mln di euro l’anno. Grazie al Piano di Rientro – ha detto ancora Gianni Chiodi – si è riusciti dal 2008 al 2010 a diminuire la voce dell’indebitamento del 44%. Un risultato senza precedenti, che ha portato la Regione Abruzzo ad ottenere il pareggio di bilancio nel luglio del 2010, come certificato dal Tavolo di Monitoraggio Interregionale, con un milione di attivo certificato ad oggi”. Resta ancora una criticità legata alla mobilità’ passiva extraregionale. Chiodi lo spiega, cercando l’attenzione del ministro Fazio: “Rispetto ad inizio 2009 la situazione generale sta migliorando, considerando che, a fronte di una spesa sanitaria di 2,5 miliardi, si registra una mobilità passiva di 67 mln di euro. Dati non certo catastrofici”.

E sui nuovi ospedali? Fazio, come riportato in un altro servizio, probabilmente risponderà in Parlamento all’interrogazione che gli ha inviato il senatore dell’IdV, Mascitelli. Intanto, però non si fa sfuggire l’occasione per spiegare qual è la situazione attuale, legata al mancato rifinanziamento per un miliardo di euro dell’art. 20 della legge 67/1988 in materia di edilizia sanitaria, sapendo che la curiosità per conoscere se ci saranno gli euro necessari per costruire nuovi nosocomi a Avezzano, Giulianovo, Lanciano, Sulmona e Vasto è tanta. “Ritengo che l’articolo 20 debba essere rifinanziato – spiega il ministro -. Questo è uno dei problemi assolutamente caldi che hanno la mia attenzione. Come è noto in Consiglio dei Ministri ho espresso le mie opinioni. Dovrebbero comunque essere garantiti dei meccanismi per poter consentire in ogni caso di realizzare nuove infrastrutture nel Paese – ha aggiunto – tra cui per esempio una riforma anche di quello che potrebbe essere il ‘project financing’, affinché venga riformato in modo che non vada ad incidere, come in parte fa adesso, sulle programmazioni regionali. Mi auguro che si possa associare, per esempio – ha detto il ministro – a delle forme di defiscalizzazione e che quindi possa diventare un meccanismo reale. Vi posso solo dire che in questo momento il mio principale impegno nell’ambito del Consiglio dei ministri – ha ribadito Fazio – è proprio questo: consentire nei vari modi, idealmente con l’articolo 20, sennò alternativamente, il finanziamento di infrastrutture nel Paese”.

Ottimista Fazio, ma il cammino sembra essere ancora lungo e tortuoso.

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