Forza Nuova attacca il sindaco di Atessa: “Abbiamo l’ospedale, difendiamolo”. Innaurato invita il ministro Fazio a Casoli

“Attaccare l’amministrazione comunale di Lanciano, con la quale invece dovrebbe collaborare, non è che gettare fumo negli occhi degli elettori atessani in vista delle prossime elezioni comunali. Il sindaco Cicchitti continua ad isolarsi (vedasi elettrodotto 380KV Villanova-Gissi) dal restante territorio, agendo in modo poco onorevole nei confronti degli altri comuni, con conseguenze negative per la nostra città. Forza Nuova, attraverso il suo consigliere comunale Luigi Marcolongo, ha sottolineato che Atessa ha già il suo ospedale in via Gramsci e bisogna difenderlo a tutti i costi, ne vale il nostro futuro. Questa maggioranza è pericolosa: con la proposta del nuovo ospedale in Val di Sangro vuole chiudere il ‘San Camillo’, tradendo così Atessa e il suo capoluogo!”.

Il Fli di Atessa scende in campo e carica a testa bassa il primo cittadino Cicchitti, che tempo sulla questione del nuovo ospedale di Lanciano, si era lanciato nell’offerta di ospitarlo sul suo territorio. Una proposta bocciata a piè pari da Forza Nuova di Atessa.

“I lancianesi, con in testa il loro sindaco Pupillo, difendono l’ospedale “Renzetti” chiedendo che il nuovo venga costruito dov’è adesso e non fuori città. Il sindaco di Atessa Nicola Cicchitti offre un presunto sito nella zona valliva per ospitare il nuovo ospedale lancianese rinunciando così al “San Camillo De Lellis” di via Gramsci. Sono scelte – puntualizzano gli esponenti del Fli atessano -. La prima dimostra amore per la propria città, riconoscendo nel complesso sanitario una valenza socio-economica di grande importanza. La seconda dà prova di disaffezione per Atessa (non avevamo dubbi!) e in special modo per il capoluogo, attanagliato da una crisi senza precedenti. Sembrava logico che si difendesse il nosocomio di Atessa viste le discrete notizie pervenute: la bozza dell’atto aziendale della ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti ne prevede il salvataggio, a differenza di Casoli Gissi e Guardiagrele, con tre Unità Operative Complesse (riabilitazione – unica in provincia di Chieti – radiologia, medicina) più il distretto sanitario e quattro Unità Operative Semplici (ortopedia-chirurgia, pronto soccorso, farmacia e anestesia-riabilitazione). Inoltre, è uno dei pochi centri che può vantarsi di una struttura adeguata e moderna. Certo, non siamo affatto contenti della perdita definitiva di altri reparti (pediatria, ostetricia-ginecologia e lungodegenza) ma riteniamo che per il momento l’ospedale ha evitato la chiusura e va pertanto ancora difeso. Il sindaco di Atessa dovrebbe lavorare sulla bozza dell’atto aziendale pretendendo ancora di più, piuttosto che pensare alla costruzione di un altro nosocomio sul proprio territorio (neanche indica dove sia questo sito nella zona valliva!) e come al solito senza sentire il parere degli atessani e dei diversi consiglieri regionali che ribadiscono che spetta all’amministrazione comunale di Lanciano l’ultima decisione sulla collocazione del proprio ospedale. Lo stesso vicesindaco di Lanciano Pino Valente, che sa bene cosa chiedono i lancianesi grazie ad un sondaggio della sua lista civica (il 90% dei partecipanti vuole l’ospedale ristrutturato dov’è adesso!), è stupito dall’atteggiamento del nostro sindaco: “Cicchitti ha tergiversato sul tentativo fatto da me, che lo avevo contattato prima del consiglio comunale straordinario, per evitare ulteriori scippi a danno dei rispettivi territori e per arrivare ad una posizione comune. L’obiettivo vero da perseguire insieme è quello di costruire il nuovo Ospedale a Lanciano nell’attuale sito con la specializzazione di quello di Atessa. Un percorso, quello della specializzazione degli Ospedali minori, portato avanti con successo in tante altre parti d’Italia. E’ strano vedere quindi la rassegnazione del sindaco Cicchitti, oggi che c’è in ballo la chiusura del proprio ospedale…”

Sulla questione sanità nel territorio frentano interviene anche Il presidente della Comunità Montana Aventino Medio Sangro, Antonio Innaurato (foto in lato a sinistra), vulcanico primo cittadino di Gessopalena. Lo fa in occasione della visita del Ministro della Salute Ferruccio Fazio,  a Chieti “per rendere omaggio all’Abruzzo virtuoso, per celebrare un risultato definito più volte ‘storico’ dallo stesso Commissario Chiodi. In realtà hanno ragione – sottolinea Innaurato -, e la presenza autorevole ci sta tutta, perché proprio di un passaggio epico si tratta: mai nella storia di questa regione, e soprattutto nel territorio del Chietino, sul fronte della sanità era stato raggiunto un tale livello di povertà e deprivazione, mai le nostre popolazioni erano state così mortificate, beffate da scelte oltraggiose che hanno sacrificato sul misero fronte di un risparmio modesto i servizi essenziali in un’area ad altissima densità di popolazione anziana. Che da un anno sia chiuso l’ospedale di Casoli è storia nota, ma il seguito, quello che resta sulla pelle della gente una volta esaurito il clamore del momento, è bene che sia chiaro, anche al Ministro, e si fa presto a dirlo tutto, perché è fatto di nulla. I cittadini dei territori montani non hanno più nulla: non hanno più la lungodegenza, importantissima per malati cronici come gli anziani, non hanno più la riabilitazione, così che ora sono costretti a rivolgersi alle strutture private dell’area metropolitana, non hanno più la possibilità di sottoporsi a breve distanza da casa ai piccoli interventi chirurgici che era possibile risolvere in giornata. Le attività e i posti letto che erano a Casoli non sono stati trasferiti altrove, semplicemente non esistono più, e lo sanno bene i poveri malati che spesso vengono palleggiati da un ospedale all’altro perché capitano giornate in cui in tutta la provincia di Chieti non c’è un solo posto letto. Né sono stati mai attivati quei servizi territoriali necessari per dare almeno una parvenza di assistenza a un’area che non ha più nulla. Questa è la condizione di vita nella quale siamo ridotti grazie alle brillanti scelte in compiute in tema di sanità nell’entroterra chietino, ormai desertificato. Venisse qui da noi il Ministro Fazio a celebrare i grandi risultati, gli faremmo vedere che siamo diventati virtuosi al punto da fare completamente a meno dei servizi essenziali. E questo è davvero un bel risultato. Da celebrare, non a caso, nei giorni dei morti”.

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