Il Pescara di Zeman superlativo anche a Bari

E adesso non parliamo più di squadra sorpresa. Il Pescara è una certezza ed è destinato a questo punto a recitare un ruolo di assoluto rilievo nella cadetteria. Forza mentale, caparbietà, fisicità, ne fatto la squadra con il calcio più bello in serie B. Provato a chiederlo al Bari, temuto alla vigilia e battuto con una prova spavalda.

Non c’è Immobile, e si sapeva, non c’è nemmeno Anania, che s’infortuna nel riscaldamento, ed è una novità, così come lo è Verratti in panchina. Zeman punta su Maniero per il suo micidiale terminale a 3 e sul rientrante Cascione, a centro campo. Il Bari di Torrente si propone con il 4-3-2-1, senza lo squalificato Donati, oltre a Garofalo e Bogliacino. In mezzo al campo i biancorossi ritrovano De Falco, e Kopunek.

Il tempo d’iniziare ed è subito Pescara: la squadra dà subito l’impressione di voler far girare la palla come sa e di mettere in difficoltà i ‘galletti’. Una palla speciale, stavolta, con impresso il n. 58, dedicato a Marco Simoncelli. Bella iniziativa. Al 3’ i biancazzurri sono già pericolosi dalle parti di Lamanna con Maniero, che di testa non trova l’impatto ideale. Passano 30 secondi ed è Insigne a tentare il tiro da fuori, palla alta. Al 5′ è  Sansovini a finire sui taccuini dei cronisti con un tiro di sinistro, dopo un invito di Gessa dalla destra. Passa un minuto e Zanon, dalla destra, rimette una bella palla al centro: la sfera attraversa tutta l’area piccola del Bari senza che nessuno ne approfitta. Il Bari rompe l’assedio all’8′  con Rivas, che trova il fondo sulla sinistra e mette al centro un insidioso traversone basso, Brosco libera. E’ un attimo, perché il Delfino è sempre più in partita, e che partita. Al 10’ Insigne, smarcatosi in area sull’ala mancina, tira in porta con Polenta che salva sulla linea. Ancora Insigne, l’attaccante pescarese tira da 25 metri, Lamanna sembra battuto, ma riesce a toccare e a deviare in angolo. Il Bari guarda e cerca di contenere affidandosi al patrono cittadino a cui è intitolato anche lo stadio. Evidentemente il Santo è distratto, perché proprio Insigne porta in vantaggio i suoi. Scorre il minuto 17′, c’è  un fallo laterale da sinistra, Insigne riceve palla, fa fuori Kopunek con una finta, va sul fondo, invita all’uscita Lamanna e poi lo supera con un tocco delizioso. Palla a centro e si ricomincia. Ancora con il Pescara, che non si ferma, mentre il Bari è in bambola. Stavolta è Casione a tentare il 2 a 0 con un colpo di testa (19’) su angolo di Insigne, che finisce di poco alto. Al 26’ è il turno di Togni, dalla distanza, e al 37’ di Insigne, che dopo essersi bevuto Crescenti impegna Lamanna, che si oppone alla grande. Mancano pochi minuti al temine e il Pescara rallenta e fa male, perché il Bari si rifà sotto e con Marotta e Rivas, sfiora il pari. Sarebbe stata una davvero una beffa, nonostante i pugliesi, che hanno grossi calibri in formazione, non sono certo da sottovalutare.

Secondo tempo: Torrente corre ai ripari lo fa senza sfaldare l’assetto dei suoi. In campo vanno Stoian e Scavone al posto di De Paula e Kopunek. Risponde Zeman al 5’ che lancia Kone al posto di Gessa. La velocità del Pescara non è lo stessa del primo tempo, il ritmo scende di quel tanto che consente ai giallorossi di conquistare metri di campo. Così Pinsoglio è chiamato in causa al 9’ sugli sviluppi di una punizione da sinistra calciata da De Falco e conclusa Borghese di testa con palla di poco alta. Ancora sotto pressione la difesa del Delfino al 15′: De Falco al limite per Rivas, il cui tiro è forte ma centrale. E’ un buon momento per il Bari che è pericolosissimo al 17′: cross basso di Rivas da destra, uscita a vuoto di Pinsoglio, Marotta è pronto a colpire ma ci mette una pezza Zanon. Il Pescara soffre, mentre il Bari inizia a crederci. E non c’è cosa peggiore per prendere gol in questi momenti. Ma il Pescara ha un fuoriclasse, Insigne, che s’inventa un’azione di contropiede, una di quelle che gli allenatori disegnano sulle lavagna nella speranza che capiti in partita: l’attaccante di Zeman imposta, scambia con Kone e poi si fa trovare pronto a concludere di piatto destro, che fredda Lamanna. Il gol che mette ko i pugliesi, che rischiano il tris con Maniero, che si presenta tutto solo davanti a Lamanna, che per due volte gli ribatte il tiro. Tenta anche Cascione al 42’, che di testa, che sbaglia lo specchio di poco. La gara si chiude regalando il palcoscenico ancora a Insigne, che servito da Cascione – prova eccellente la sua – conclude con pallonetto sull’uscita di Lamanna, debole e appena impreciso.

Chiudiamo così? Neanche per sogno, lo facciamo con un avvertimento: questo Pescara non chiamatalo più sorpresa.

Bari (4-2-3-1): Lamanna; Crescenzi, Borghese, Dos Santos, Polenta; De Falco, Kopunek (1′ st Scavone); Rivas (22′ st Caputo), Forestieri, De Paula (1′ st Stoian); Marotta. Panchina: Koprivec, Bellomo, Ceppitelli, Defendi, Caputo. All.: Torrente.
Pescara (4-3-3): Pinsoglio; Zanon, Brosco, Capuano, Balzano; Gessa (7′ st Kone), Togni, Cascione; Sansovini (13′ st Soddimo), Maniero (32′ st Verratti), Insigne. Panchina: Anania, Romagnoli, Petterini, Giacomelli. All.: Zeman.
Arbitro: Baracani.
Ret: 17′ pt Insigne, 20′ st Insigne.

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