In arrivo 7,5 milioni di euro per il settore pataticolo. Caccia, Febbo annuncia ricorso della Regione

E’ prevista per giovedì 3 novembre, negli uffici del ministero delle Politiche agricole la firma dell’accordo interprofessionale per le patate avviate alla trasformazione industriale (Campagna 2011) che prevede uno stanziamento  per il settore di 7,5 milioni di euro.

Lo ha annunciato oggi l’assessore regionale Mauro Febbo . “Si tratta di un altro importante risultato che interessa uno dei settori più importanti dell’agroalimentare abruzzese – ha dichiarato il responsabile delle Politiche agricole abruzzese -. Il settore non vive una situazione agevole e si tratta quindi di un passaggio molto atteso, che accogliamo con grande piacere. Lo stanziamento è importante per il settore, che produce ogni anno 2 milioni di quintali di patate. L’accordo che verrà ratificato alla presenza di tutti i soggetti interessati, Associazioni industriali, Unione dei produttori, Organizzazioni professionali e Cooperative rappresenta una boccata d’ossigeno se consideriamo che la nostra regione – sottolinea Febbo – rappresenta 1/3 della produzione nazionale. Per me e per la Direzione Politiche agricole, alla quale spetterà un ruolo di controllo, si tratta di un grande risultato frutto di un intenso lavoro a livello istituzionale svolto in tutti questi mesi. L’attesa è stata lunga visto che di solito l’accordo viene firmato nel mese di febbraio ma i pataticoltori abruzzesi, e soprattutto marsicani – una delle aree più importanti a livello nazionale -, hanno accolto con grande soddisfazione questa notizia, che arriva in un momento difficile per tutto il settore alle prese con un calo sostanzioso dei prezzi”.

Febbo non ha mancato di intervenire sull’ordine di sospensiva del Tar, reso noto ieri, sul calendario venatorio. “Tale sospensiva riguarda in sostanza gli orari giornalieri e il discostamento delle date di chiusura della caccia per alcune specie rispetto alle linee guida fornite dall’ISPRA in merito alla redazione dei calendari venatori”. In relazione agli orari giornalieri, l’Assessore ha spiegato che “la Regione si è preoccupata, come ormai da anni, di dare certezze sia ai cacciatori che agli organi preposti alla vigilanza, quindi nulla di diverso in questo calendario c’era rispetto a calendari di anni precedenti. In applicazione della sentenza, di fatto si dovrà far espresso riferimento soltanto alla legge 157/92 che recita “La caccia è consentita da un’ora prima del sorgere del sole fino al tramonto”. Secondo Febbo “è ben chiaro come questa generica indicazione può generare facilmente interpretazioni del tutto arbitrarie e quindi discutibili rispetto alla certezza degli orari indicati dalla Regione e comunque utilizzati ufficialmente dall’aeronautica militare. Non di poco conto appare questa certezza, se si considera che in caso di incidenti, la contestazione da parte della vigilanza, potrebbe configurarsi in modo completamente diverso dall’incidente di caccia, deprecabile ma sempre possibile”. In ordine poi alla questione del discostamento delle date di chiusura rispetto alle linee guida dell’ISPRA, “il TAR ne rileva soltanto la inadeguata motivazione. Ora chiaramente in questa fase la Regione provvederà ad adeguare le date come da ordinanza di sospensiva, ma sta già predisponendo ricorso al Consiglio di Stato, contro un’ordinanza che non si condivide. Ribadisco – sottolinea Febbo – che l’ordinanza è solo una sospensiva mentre la decisione di merito è rinviata ad aprile 2012 e quindi appare del tutto ingiustificato il solito trionfalismo del WWF, in quanto al momento l’attività venatoria può continuare senza sostanziali variazioni. Riferisco infine che la Regione ha attivato percorsi mai avviati prima in Abruzzo che condurranno per la prima volta ad una vera gestione tecnico-scientifica della fauna e dell’ambiente scevra di qualsiasi condizionamento passionale e di parte da qualunque direzione provengano. Ne è riprova che finalmente viene attivato l’osservatorio faunistico regionale presentato nel recente convegno del 21 ottobre, in cui i migliori scienziati e tecnici faunistici italiani, hanno dato indicazioni operative alle quali ci si atterrà, a dimostrazione dell’impegno e serietà con cui il sottoscritto intende gestire il settore. Il convegno tra l’altro, ha ricevuto il plauso di tutti i partecipanti venuti anche da altre regioni d’Italia”.

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