Nuove povertà, aumentano le famiglie italiane che si rivolgono alla Caritas Diocesana Lanciano-Ortona

Il rapporto 2010 è stato pubblicato in questi giorni e dai numeri che vengono fuori vien fuori un quadro preoccupante, che si fa allarmante nel momento in cui vanno ad aggiungersi i rilievi relativi al 2011. C’è bisogno di intervenire, di far fronte al quella che, a tutti gli effetti, è una emergenza. Per questa ragione, l’arcivescovo di Lanciano-Ortona, Emidio Cipollone, insieme ai responsabili della Caritas diocesiana, ha sviluppato un piano per dare una risposta concreta ai nuovi poveri. Lo ha annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa svoltasi presso la sede della Curia Vescovile alla quale hanno preso parte il nuovo direttore della Caritas diocesana Lanciano-Ortona, Luigi Cuonzo, e a don Domenico Di Salvatore, che fino a poco tempo fa ne era il responsabile.

Ma veniamo ai numeri e ai progetti. Innanzitutto c’è da rilevare l’incremento di famiglie italiane, che strette dalle crisi, chiedono il sostegno dell’organismo. Tra Lanciano e Ortona, nei 6 punti della Caritas che sono stati censiti, 4 nel capoluogo frentano, 2 nella città dell’Apostolo Tommaso – una piccola rete, che s’intende sviluppare in tutte le parrocchie della Diocesi, in modo da monitorare, costantemente, il territorio -, “su 100 persone – ha detto Mons. Cipollone – che ci hanno chiesto sostegno 70 sono italiani e 30 gli stranieri, questi ultimi in maggior parte cittadini europei dell’Est Europa, albanesi e rumeni. Gli italiani sono soprattutto disoccupati, donne per lo più, tra i 45 e i 55 anni di età”. Persone uscite fuori dal lavoro, che fanno venir meno il loro contributo a famiglie che, fino a qualche mese fa, potevano contare su due stipendi. Ma ci sono anche quelle che facevano affidamento a una sola fonte di reddito e che adesso arrivano a mala pena alla quarta settimana del mese. Senza parlare di chi aveva un’attività e che ora “ci si rivolgono a noi perché alle prese con un fallimento – ha aggiunto Cipollone -. In generale sono persone che non possono pagare le utenze di casa, chiedono cibo e indumenti”.

“Il nostro non è non è semplicemente un bancomat di servizi: dietro un bisogno materiale, c’è una storia, un disagio familiare – aggiunge Cuonzo – per questo è fondamentale l’ascolto, perché attraverso di esso si riesce ad accompagnare, ad educare una famiglia. Badando ad essere delicai, soprattutto nei confronti dei ragazzi, per non farli sentire diversi dai loro coetanei”.

Una situazione in ascesa, come si diceva più sopra. Per rispondere adeguatamente alle esigenze la diocesi sta progettando l’istituzione di un banco alimentare, di un centro indumenti e di un centro di accoglienza notturno. “Il banco alimentare diventerà un emporio diocesano dove i poveri potranno fare la ‘spesa’, non solo alimentare, con un punteggio che verrà assegnato loro a seconda delle esigenze familiari – ha spiegato Cipollone – abbiamo poi bisogno di un centro di distribuzione degli indumenti nuovi o rinnovati con delle procedure specifiche e, da ultimo, dobbiamo dotarci di un centro di accoglienza notturno per chi non ha un posto dove andare a dormire”.

Interventi che dovrebbero essere finanziati da fondi provenienti dall’8 per mille, da contributi diocesani e sponsor privati. Gran parte del contributo che la Conferenza Episcopale Italiana invia annualmente alla diocesi di Lanciano-Ortona per le varie voci di spesa, vengono destinate a finanziare le attività della Caritas, per circa 150.000 euro.

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