Richiamo acustico per uccelli scoperto e sequestrato dalla Polizia provinciale di Pescara. Febbo replica al WWF

La Polizia provinciale di Pescara ha sequestrato un richiamo acustico per uccelli, abilmente confezionato in maniera artigianale e poi nascosto nella vegetazione, scoperto nel territorio di Villanova di Cepagatti. Il ritrovamento è avvenuto durante un servizio di controllo del territorio finalizzato proprio all’attività venatoria. Il servizio, disposto dal comandante della Polizia provinciale, Giulio Honorati, ha preso il via alle 7 del mattino e ha interessato decine di cacciatori. La scatola verde che celava il marchingegno per il richiamo acustico dei volatili era posizionata in un campo incolto nei pressi del fiume Pescara. Gli agenti hanno notato, durante la perlustrazione dell’area, una cassetta posizionata su un manufatto in cemento. Per evitare che qualcuno la portasse via era stata ancorata con una catena a un tubo per l’irrigazione ed era stata chiusa con due lucchetti. Dopo l’apertura del contenitore si è scoperto il singolare apparecchio: nella scatola c’erano infatti un’autoradio collegata a un altoparlante e un accumulatore di energia (cioè la batteria di un’automobile) che fungeva da alimentatore. Il tutto era collegato a un timer, programmato per emettere il richiamo ogni giorno dalle 23,15 fino alle 4,45. Subito dopo la scoperta gli operatori di polizia sono riusciti  ad ascoltare la registrazione, cioè una riproduzione di vari canti di uccelli, in particolare della quaglia (Coturnix Coturnix). Ma questo tipo di emissioni, fa notare il comandante della Polizia provinciale, è vietato dalla legge. Honorati spiega anche che i servizi della polizia provinciale hanno portato a soccorrere nel territorio del comune di Spoltore, sulla strada comunale del Tratturo (direzione Pescara), i cinque occupanti di un’autovettura Fiat Panda uscita fuori dalla carreggiata. Si è provveduto ad accertare le cause della perdita di controllo del veicolo e della conseguente uscita dalla sede stradale ed è stato contestato al conducente il mancato rispetto del Codice della strada, e cioè l’omesso controllo del veicolo. Il mezzo è stato rimosso. Le persone a borde dell’auto non sono rimaste ferite.

Intanto l’assessore regionale alle Politiche agricole e alla Caccia Mauro Febbo  replica al WWF e spiega che i cacciatori “sono portatori di una nuova economia e la loro presenza è garanzia di tutela e controllo dell’ambiente. Capisco che il WWF all’inizio del calendario venatorio debba dire no alla caccia, cercando in tutti i modi possibili di fermare l’attività venatoria, ma che poi tale associazione »spari« numeri al vento questo è incomprensibile e inaccettabile. In una regione come la nostra dove esistono Riserve, Parchi e Aree protette rimane il solo il 15/18% del territorio a disposizione dei cacciatori. Quindi di riflesso quei numeri forniti dal WWF (3 milioni 800 mila doppiette in circolazione in Italia, ndr) non corrispondono in percentuale alla realtà dei fatti e dell’esistente. La sospensiva data dal TAR al calendario venatorio, riguarda in sostanza gli orari giornalieri e il discostamento delle date di chiusura della caccia per alcune specie rispetto alle linee guida fornite dall’ISPRA. Circa gli orari giornalieri, la regione si era preoccupata, come ormai da anni, di dare certezze sia ai cacciatori che agli organi preposti alla vigilanza, quindi nulla di diverso in questo calendario c’era rispetto a calendari di anni precedenti. Ora chiaramente in questa fase la Regione provvederà ad adeguare le date come da ordinanza di sospensiva ma questo non inciderà assolutamente sull’attività venatoria. Inoltre ribadisco che la Direzione regionale alla caccia e il sottoscritto in questi ultimi anni hanno lavorato per fornire alla Regione Abruzzo percorsi mai avviati prima che condurranno per la prima volta ad una vera gestione tecnico-scientifica della fauna e dell’ambiente. Al WWF invece consiglio di verificare cosa succede nelle altre regioni o Nazioni (vedi Germania, Olanda ecc.) dove il mondo della caccia non è come loro affermano lobby o merce di scambio elettorale”.

 

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