Mettere insieme le società regionali di trasporto per migliorare la qualità dei servizi

La piega del dibattito su ‘Nuove strategie per il trasporto ferroviario’, primo seminario della seconda giornata dei lavori del convegno nazionale organizzato dalla Sangritana in collaborazione con l’Associazione Trasporti pubblici nazionale, la da l’attualità. E non potrebbe essere diversamente visto quel che il Governo, nel maxi-emendamento elaborato due giorni fa, propone per il settore. Tema caldo, dunque, dal momento che da Palazzo Chigi sono venute fuori le intenzioni dell’esecutivo di metter mano a una serie di liberalizzazioni, tra cui, appunto, quelle del trasporto pubblico locale. Tanto basta per accendere la discussione in programma alla tavola rotonda a Palazzo degli Studi.

Ci ha pensato Giuseppe Biesuz, amministratore delegato di Trenord, ad alimentarla: al suo fianco c’erano Pasquale Di Nardo, presidente della Sangritana, Michele Elia, Amministratore delegato Rete Ferrovie Italia, Giovanni Moriconi, presidente Umbria Tpl e Mobilità, Massimo Nitti, direttore generale Ferrotranviaria e vice presidente dell’Asstra, Paolo Ripa, direttore Nuovo trasporto viaggiatori e Vincenzo Soprano, amministratore delegato Trenitalia. Un confronto tecnico, che ha anticipato di poco quello con i politici, fissato in calendario, subito dopo durante il quale si è discusso di pedaggi e di blocco degli investimenti. Problematiche che potrebbero essere aggirate allargando il mercato a nuovi servizi e trasformare Rfi come fornitore degli stessi alle società di trasporto che operano su tutto il territorio nazionale. Tra queste, anche la Sangritana. Insomma, si è parlato di liberalizzazione del mercato, mettendo in concorrenza i vettori. Proposte sulle quali Rfi è sembrata tiepida ma possibilista, ma il fronte si è aperto e potrebbe avere delle interessanti evoluzioni. Un ruolo importante è chiamato a giocarlo la politica. Certo, i tagli non consentono di immaginare grandi interventi. D’altro canto, a differenza di quanto avvenuto nel passati in molti paesi europei, l’Italia, per infrastrutture, è in forte ritardo. E adesso che le casse sono semivuote si avverte tutto il peso di quelle indecisione e il divario con l’Europa. Uno spiraglio però c’è. Almeno stando a quanto dichiarato dal presidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati, Mario Valducci. Pare, infatti, che attraverso un maxi-emendamento il Governo sia orientato a ridurre la percentuale dei tagli, preannunciati, in origine, sulla base del 70%. Sul fronte sindacale, i rappresentanti nazionali delle sigle dei Trasporti hanno ribadito la necessità di attuare una politica capace di ridurre gli sprechi piuttosto che tagliare il personale. Fondamentale per le associazioni di categoria creare la cultura del trasporto, soprattutto nei giovani. Una convergenza unanime si è avuta, poi, in merito all’opportunità di creare aggregazioni tra le società regionali di trasporto, allo scopo di migliorare la qualità dei servizi.

Ne è convinto anche l’assessore regionale ai Trasporti della Regione Abruzzo, Giandonato Morra, già al lavoro in tal senso. “Il potenziamento delle infrastrutture è basilare per lo sviluppo delle aree industriali ed economiche della nostra regione. La grande novità, a tal proposito, è rappresentata da un’azione comune portata avanti dall’Abruzzo e dalle altre Regioni di centro, Lazio in primis, con cui sono stati stipulati dei protocolli per il miglioramento della mobilità. Abbiamo già previsto specifici investimenti nel settore – ha spiegato Morra – grazie all’utilizzo dei fondi FAS che da poco sono stati definiti con il Governo nazionale. La realizzazione di altre opere infrastrutturali come, ad esempio, il potenziamento della galleria di Ortona è prevista attraverso l’impiego di economie, cioè di fondi già disponibili”. Morra ha, poi, rimarcato “la strategicità del trasporto merci ma ha detto anche “il trasporto pendolare, lavorativo o studentesco che sia, merita identica considerazione”.

Un ruolo imporntante comunque dovranno recitarlo minori di trasporto, come auspicato dal presidente di Asstra, Marcello Panettoni. “Sono delle vere e proprie risorse per il nostro Paese. Il modello francese ne è un esempio: accanto al colosso del trasporto pubblico locale operano una miriade di società regionali che garantiscono il servizio in modo capillare e qualitativamente ottimale”.

La Sangritana, per guardare a una realtà vicina, viaggia già in questa direzione. Da tempo ha avviato una proficua collaborazione con la vicina Regione Marche, e a breve, aprirà una sua sede presso l’interporto di Jesi, intensificando così il trasporto merci.

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