Il Pescara si ferma a Livorno

Si ferma a Livorno la serie utile del Pescara. Al Picchi la squadra di Novellino fa vedere le cose migliori contro un Delfino che ha stentato in più di una occasione. Giornata così e così, che gli adriatici pagano caro. Eppure, dopo un tentativo di Bigazzi, che fa venire i brividi a Pinsoglio, è il Pescara a passare, con Cascione, che ruba palla a Perticone, e trafigge Bardi. Come accaduto martedì scorso in casa con il Varese, la squadra di Zeman soffre a centro campo, dove gli uomini di Novellino pressano molto. Così al 24’ gli amaranto trovano la rete del pareggio su punizione battuta da Paulinho (primo gol dopo 13 giornate). Zeman fa salire la squadra e la partita regala momenti di bel gioco. Al 31’ ci prova Insigne con un tiro a giro: palla di poco a lato. Il Delfino trova qualche spazio in più e mette sotto torchio la retroguardia di casa. Tutto lascia presagire che i biancazzurri finalmente abbiano imboccato la strada giusta, ma eccoti il vantaggio degli amaranto. Filkor trova un’apertura nelle maglie difensive del Pescara, in titardo nella chiusura, sguardo in area e lancio millimetrico per Paulinho, che buggera tutti, compreso Pinsoglio, in pallonetto. Un colpo per il Delfino, che si sbilancia e rischia di prendere già nel primo tempo il terzo gol in contropiede. Fortuna vuole che Bigazzi sciupa tutto da buona posizione.

Il confronto è ancora aperto, per questo Zeman carica giustamente i suoi. Ma le parole del boemo s’infrangono sul campo. Già, perché al 58’ il Livorno cala il tris. L’azione è bella, con giocata di tacco di Bigazzi, che smarca Barone che fredda Pinsoglio. E non è finita. Sono ancora i toscani a rendersi pericolosi ancora con l’ex nazionale Barone, che si ritrova tra i piedi la palla del 4-1 su azione di contropiede. Stavolta, però, sbaglia. La replica dei biancazzurri è affidata a Sansovini, che non raccoglie un invito di Insigne. Il Picchi non è il Cornacchia e il capitano è in ritardo e non impatta con la palla del possibile pareggio. Ferito nell’orgoglio il Pescara insiste, prova, sopporta e sbriga altre pratiche in difesa, ma, come detto, non è giornata.  La partita si spegne all’ 89’ con un piazzato di Cascione che l’estremo Bardi neutralizza. Peccato, perché il Torino non è andato oltre il pareggio con il Sassuolo e sarebbe stata una buona occasione per avvicinarsi alla vetta. Andrà meglio sabato prossimo sotto i riflettori dell’Adriatico, con il Padova.

LIVORNO (4-3-3): Bardi; Salviato, Perticone, Bernardini, Lambrughi; Filkor (37′ Berlingheri), Luci, Remedi (11’st Barone); Schiattarella (27’st Piccolo), Bigazzi, Paulinho. A disp.: Mazzoni, Prutsch, Dell’Agnello, Meola. All. : Novellino
PESCARA (4-3-3): Pinsoglio; Zanon, Brosco, Capuano, Balzano; Cascione, Verratti, Gessa (20’st Togni); Insigne, Sansovini, Maniero (20’st Immobile). A disp.: Cattenari, Soddimo, Romagnoli, Petterini, Bocchetti, Kone. All.: Zeman.

Arbitro: Cervellera di Taranto (Pasado-Ranghetti)

Marcatori: 20’Cascione (PE), 24′, 36′ Paulinho (LI), 13′ st Barone.

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