Taglio dei tribunali minori, gli avvocati di Chieti dicono no alle ipotesi dei colleghi di Lanciano

Alla vigilia del consiglio regionale straordinario di martedì prossimo, chiamato a prendere posizione conto il progetto di rivisitazione delle circoscrizioni giudiziarie e alla soppressione dei tribunali minori (Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto), oggi l’Ordine degli Avvocati di Chieti stigmatizza i contenuti del documento approvato dal consiglio comunale di Lanciano sul riordino degli Uffici Giudiziari sub provinciali. In particolare la richiesta di rideterminare il territorio del Tribunale di Lanciano, con l’acquisizione di Ortona e dell’ortonese, e  l’istituzione di un Tribunale unico per l’area metropolitana Chieti-Pescara. Secondo gli Avvocati il documento si pone in evidente contrasto con il dato normativo. “La legge 14 settembre 2011 che contiene la delega al governo per la riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari – affermano – pone quale criterio della riorganizzazione la necessità di garantire la permanenza del Tribunale ordinario nei circondari del capoluogo di provincia alla data del 30 giugno 2011 – dice il presidente dell’Ordine degli avvocati di Chieti Pierluigi Tenaglia. Il Tribunale di Chieti, dato oggettivo indiscutibile, è il Tribunale del capoluogo di Provincia così parimenti il suo circondario non può essere oggetto di intervento alcuno per espressa previsione legislativa». «La legge quindi stabilisce che oggetto di intervento sono esclusivamente i Tribunali sub-provinciali, quale quello di Lanciano, individuando criteri per la conservazione delle sedi soltanto in favore di quegli uffici che riescano a dimostrare di avere i numeri. Non si comprende come la pur legittima rivendicazione del ruolo del Tribunale di Lanciano – prosegue Tenaglia – avvenga coltivando la irricevibile richiesta dell’accorpamento dei Tribunali di Chieti e Pescara”. Tenaglia nel dare “ferma la solidarietà all’avvocatura lancianese ed alla cittadinanza tutta dell’area frentana” esprime amarezza perché “viene percorsa la strada del campanilismo e della divisione dei territori quando, al contrario, in questa fase è necessaria una profonda coesione tra tutti i soggetti interessati che sappia offrire un disegno unitario e complessivo a livello regionale da proporre al Ministero ed al legislatore per la salvaguardia dei Tribunali minori e per l’efficienza della giustizia”.

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