Polizia e Finanza sequestrano beni per 2,5 milioni di euro a famiglie rom di Pescara

Polizia e Guardia di finanza hanno sequestrato oggi a Pescara immobili, conti correnti e mezzi per importi di circa 2 milioni e mezzo di euro. I sequestri preventivi riguardano due famiglie di nomadi pescaresi, Spinelli e Bevilacqua, e uno dei due – quello degli Spinelli – era stato interessato da un’operazione della squadra mobile per contrastare i furti agli anziani, con sette arresti eseguiti a metà giugno. I nomadi, pur risultando sconosciuti al fisco, con redditi nulli, hanno accumulato con attività illecite patrimoni ingentissimi e non giustificabili. I pm che si sono occupati delle indagini sono Valentina D’Agostino e Salvatore Campochiaro. Nell’ambito dell’operazione sono state richieste 11 misure di sorveglianza speciale. Nel dettaglio i sequestri riguardano 6 unità immobiliari, un’ autovettura e 36 tra conti correnti e libretti di deposito intestati o comunque riconducibili, anche per interposizione fittizia, ai membri delle due famiglie, residenti in città. La normativa a cui si è fatto riferimento per questa indagine è quella che consente di arrivare al sequestro e alla successiva confisca dei patrimoni illecitamente accumulati da coloro che vivono dei proventi del reato e non possono giustificare la legittima provenienza dei beni in loro possesso.

Ad occuparsi delle indagini sono stati gli uomini della divisione di Polizia anticrimine della questura e del Nucleo di polizia tributaria del comando provinciale della Guardia di finanza che hanno preso di mira i patrimoni accumulati illecitamente dai componenti di famiglie di etnia rom, tradizionalmente dedite alla commissione di reati di varia natura e cioè furti, estorsioni, usura, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti.

“Toccare le tasche di queste persone è ciò che fa più male –  ha osservato il comandante provinciale della Guardia di finanza, Mauro Odorisio, che ha tenuto una conferenza stampa con il questore di Pescara Paolo Passamonti, che tra l’altro hanno annunciato che questo tipo di attività sarà portata avanti “in maniera incessante fino al completo smantellamento dei beni accumulati dai nomadi”.

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