Tribunali, è ancora scontro tra Chieti e Lanciano. Proto (IdV) difende quello di Avezzano

Il capogruppo di “Giustizia Sociale”, Enrico Bucci, ha presentato un ordine del giorno in difesa del Tribunale di Chieti ha chiesto al sindaco, Umberto Di Primio e alla Giunta di “respingere il volgare e localistico tentativo del Consiglio Comunale di Lanciano di appropriarsi del Tribunale di Chieti sede storica di Corte d’Assise e della sezione staccata di Ortona e a mettere in campo ogni azione istituzionale perché la Città di Chieti mantenga la sua identità anche attraverso il suo Tribunale” Bucci domanda pure la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio Regionale per il “Ridisegno della geografia giudiziaria”. A sostegno di questa richiesta, il conigliere di Giustizia Sociale afferma che “il Consiglio Comunale di Lanciano ha approvato all’unanimità una risoluzione con la quale impegna Sindaco, Regione e Parlamentari a scongiurare la chiusura del Tribunale di Lanciano attraverso il riordino degli Uffici Giudiziari con l’acquisizione di Ortona, sezione di Chieti e l’istituzione a Pescara di un Tribunale unico per l’area Chieti-Pescara. A differenza di Lanciano – sottolinea Bucci -, il volume degli affari giudiziari svolto dal Tribunale di Chieti e della sezione staccata di Ortona, è in linea con i livelli di produttività fissati dal Ministero di Giustizia. Il Governo ha destinato al Tribunale di Chieti un cospicuo finanziamento di 7 milioni di euro per opere di consolidamento strutturale e l’Amministrazione comunale di Chieti ha in progetto il raddoppio dell’attuale superficie del Palazzo di Giustizia con altrettanto raddoppio di posti auto, così da farne una vera e propria cittadella della giustizia”. E poi precisa: “la legge n. 148 del 14 settembre 2011 inerente la riorganizzazione degli uffici giudiziari sul territorio, nel mentre prevede la riorganizzazione dei Tribunali sub-provinciali, garantisce la permanenza dei Tribunali ordinari nei circondari Capoluogo di Provincia. I diritti della Città di Lanciano possano essere legittimamente difesi dalle proprie rappresentanze politiche purché nel rispetto della legge e purché non si arrechino danni ad altri e in particolare alla città di Chieti che, giova ricordare, è da sempre Capoluogo di Provincia e sede di Tribunale con Corte d’Assise”.

Da Avezzano, fa sentire la sua voce in difesa del tribunale marsicano, Lucia Proto, Donne IDV Abruzzo. “Eliminare il Tribunale e gran parete dei servizi essenziali, come gli Ospedali, significa snaturare le città, non amarle. Ogni città fonda il suo tessuto urbano, sociale ed economico su questi punti cardine: le scuole, il tribunale, il municipio, l’ospedale, le poste e tutte le attività commerciali e culturali che vivono per la presenza di questi servizi; ciò significa che la città per rimanere in vita non può perderne neanche uno. Se i cosiddetti Tribunali “minori” verranno tolti, si priverà anche la mia città, Avezzano, di un’importante settore di servizi ed economico, intorno al quale vivono centinaia di persone, avvocati, operatori, commercianti, insieme a tutte le loro famiglie, creando sostanziali ulteriori disagi. Tutta la cittadinanza e le popolazioni della Marsica, anche coloro che risiedono nei più piccoli centri di questo territorio, perderebbero un servizio essenziale che garantisce il loro diritto di essere tutelati legalmente e per i quali il Tribunale di Avezzano è stato sempre il punto di riferimento della legalità e del rispetto delle regole. Non possiamo permettere che questo avvenga. Ci tolgono continuamente tutti i servizi essenziali, lasciandoci soli; ma almeno il nostro lavoro, lasciate che possa essere svolto con dignità e serenità per le nostre famiglie. Il Tribunale di Avezzano è un’istituzione per la lotta alla criminalità di tutto il territorio della Marsica ed è già da tempo carente di Magistrati. In questi anni è anche aumentata, notevolmente nel territorio, la malavita organizzata di tutti i generi. Se il Tribunale dovesse essere tolto, la lotta a queste strutture illecite che ledono profondamente tutte le attività economiche del nostro territorio, perderebbe uno strumento fondamentale e si avrebbe un drastico peggioramento nell’economia legale”.

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