Il Toro ringrazia il Padova, che beffa il Pescara

Finisce in parità la sfida tra Zeman e Dal Canto, ma il Pescara deve mordersi le mani per alcune occasioni sprecate e per un palo di Immobile che meritava sicuramente maggior fortuna.

In quella che giustamente era stata presentata come la partita clou della 15ma di serie B, i biancazzurri hanno dovuto vedersela con un Padova che ha confermato tutto quanto di buono si è detto e scritto su di loro, che hanno avuto il pregio di non mollare mai. Il gol che ha sancito la parità in pieno recupero è stato fortunoso ma cercato. Peccato per gli adriatici, che sul campo si sono dati un gran da fare per chiudere nel migliore dei modi una partita importante. E che fosse una gara delicata lo avevano compreso anche i tifosi biancazzurri, che sono stati semplicemente esemplari. L’Adriatico-Cornacchia è uno spettacolo nelle spettacolo: la temperatura è fredda, c’è persino la luna a gustarsi l’incontro insieme a 16mila spettatori. Anzi, 16048. Numeri da serie A per una sfida che s’accende subito. E sì, perché il Padova si getta subito in avanti e cerca con Cacia di sorprendere i padroni di casa: la difesa pescarese chiude. Ci prova poco più tardi Cutolo (9’), che chiama in causa Anania. Ma ecco il Pescara, che replica con la ritrovata ditta Immobile-Insigne, con quest’ultimo che all’11’ conclude alto. Un minuto più tardi, su capovolgimento di fronte, il Padova, con Marcolini, trova un varco nella difesa avversaria, avanza e mette a centro, dove però nessuno è lesto a raccogliere l’invito. La partita è vivace, aperta, a tratti anche emozionante. Infatti, al 18′, su azione personale, Insigne si libera per il tiro con la palla che finisce di un niente alla sinistra. Il Padova risponde al 23′, Legati crossa in mezzo e per poco Zanon non fa secco Anania, che riesce a parare. Pericolo scampato. Replica un minuto dopo il Pescara, sempre con Insigne: l’attaccante si gira su stesso in area, conclude ma l’estremo patavino riesce a metterci una pezza. La squadra di Zeman cresce e cerca di portare con maggior frequenza Insigne, che salta sempre frequenza il diretto avversario. Stavolta trovarlo è Cascione e sembra davvero essere l’occasione buona. La conclusione però non è quella giusta e la palla finisce fuori. Il primo tempo si chiude con un dubbio fallo di Dramé su Gessa:  il centrocampista biancazzurro va giù in area, ma per l’arbitro non ci sono gli estremi per il rigore, invocato, invece, dai pescaresi.

Si riprende ed è ancora la squadra di Zeman a farsi pericolosa. Stavolta lo fa con capitan Sansovini: il suo numero in girata fa saltare in piedi i tifosi, che devono però smorzare l’urlo per il gol che svanisce di un niente alto. Il Padova soffre la verve dei pescaresi, che non danno respiro. L’assalto è continuo e incessante e arriva da ogni lato. E’ un momento magico per il Pescara, ma anche sfortunato. Ne sa qualcosa Immobile, che vede la sua ottima conclusione dalla distanza stamparsi sul palo. Al 56’ è la volta di Gessa, tiro parato. Ancora Immobile due minuti più tardi, Perin gli si fa incontro per chiudere lo specchio della porta e viene travolto. Ancora un assalto al 60’ e stavolta è quello buono. Gessa disegna una traiettoria dalla destra per Insigne, che s’incunea in area e in spaccata anticipa Perin. 1 a 0 con tanto di esplosione dell’Adriatico. Un gol che lassù, a Torino, mette in chiaro ancor di più quale sarà l’avversario più pericoloso del campionato. Ma la partita è ancora in corso e il risultato ancora da fissare. Anche perché il Padova non ci sta a capitolare. E lo fa capire al 62’, quando va in gol con Cacia, annullato per un netto fuorigioco. L’episodio fa comprendere ai ragazzi di Zeman che non debbono rallentare, c’è da approfittare che i patavini sono costretti ad allungarsi. I biancazzurri imbastiscono una buona azione al 70’, ma Immobile, che non i 90’ nelle gambe, non riesce a concretizzarla. Zeman lo sostituisce con Verratti, che va a dar man forte al centro campo. Anche perché il Padova è lì, pericoloso. All’80’ si crea una gran mischia nell’area biancazzurra, con palla che finisce sui piedi di Cutulo che conclude: la traiettoria è particolarmente insidiosa e per fortuna di Anania viene respinta prima che raggiunga lo specchio della porta. Il Pescara cerca di controllare e sbaglia perché i veneti guadagnano terreno e tengono sulla difensiva i biancazzurri. Zeman cerca di mischiare le carte, manda in campo Kone al posto di Soddimo, ma la mossa non porta nessun effetto. Così, quando sono passati 2 minuti dal 90’ e mancano poco più di 120’’ al termine ecco servita la beffa. Ci pensa Trevisa a siglare l’1 a 1, con tiro, toccato da un difensore pescarese, che mette fuori causa Anania.

Sospiro di sollievo a Torino, gelo all’Adriatico.

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