Rifatta la Tiburtina, ma non per i ciclisti

Un’altra Tiburtina è possibile? Parafrasando lo slogan che contraddistingue un pur meritorio progetto di riqualificazione della zona della Via Tiburtina ci facciamo una domanda alla quale rispondiamo: sì, è possibile. Ma a quale prezzo?

Le foto documentano il rifacimento del primissimo tratto urbano della strada e dell’assoluta mancanza di piste ciclabili, oltre ad una ordinata sistemazione dei parcheggi che sono diventati esigui in quantità. Ma la nostra attenzione si rivolge al traffico ciclistico amato e praticato dai pescaresi come mezzo di trasporto, nel recente passato finanziato anche da privati come Fater, e come svago: ebbene, pedalare su questo tratto di strada è diventato ancora più pericoloso perché la carreggiata è stata ulteriormente “canalizzata”, e quindi ristretta, e alcuni pedalano addirittura sui marciapiedi!  Gli automobilisti, che spesso inveiscono contro pedalatori per lavoro e per svago, e spesso li investono purtroppo!, sono costretti ad invadere la corsia opposta per superare le biciclette. Possibile che i progettisti non abbiano pensato a questo problema? Sarebbe costato così tanto prevedere un metro di larghezza per una pista cliclabile? E la Pescara europea e mediterranea dove sta?

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