La Sasi solleva da incarico di Rappresentante d’Area impiegato-sindacalista. La Femca Cisl: “Atto intimidatorio”

Si è visto costretto a scrivere ai colleghi e a quanti da anni hanno a che fare con lui per tranquillizzarli. Soprattutto perché non pensassero che dietro la decisione del Presidente della Sasi, Domenico Scutti, non vi fossero motivi gravi. Con i tempi che corrono e per la repentina decisione di sollevarlo dall’incarico di Responsabile Area presa dal vertice della società che gestisce acquedotti, depurazione e fognature per i 92 Comuni della Provincia di Cheti ricompresi nel territorio dell’A.T.O. 6 Chietino, qualcuno avrebbe potuto pensare male. Così, Giovanni D’Orsogna Bucci, da anni alla Sasi, rappresentante sindacale della Femca Cisl, ha deciso di sgombrare il campo da ogni dubbio. “Cari amici e colleghi, la presente è per rassicurare quanti mi hanno conosciuto, che la decisione, del tutto immotivata, non è riconducibile a comportamenti amorali: il sottoscritto non ha mai  beneficiato di tangenti da parte di imprese e/o  fornitori e non mai stato interessato  da atti giudiziari per assenteismo o altro. Sono convinto che la condotta morale e l’onesta lavorativa dimostrata nel corso degli anni nei confronti dell’Azienda, dei Colleghi e degli Utenti, in futuro mi sarà riconosciuta”. Attestati di solidarietà e affetto sono pervenuti a D’Orsogna Bucci da colleghi e sindaci.

Ed è sceso in campo anche il sindacato. In una nota diffusa oggi dalla Federazione energia moda chimica e affini d’Abruzzo ha parlato apertamente di “grave atto intimidatorio” nei confronti di D’Orsogna Bucci. Il rappresentante Sindacale, che copriva la Funzione di Responsabile di Area  (Lanciano-Sangro) è stato rimosso da tale incarico con il suddetto Ordine di Servizio. Ma veniamo ai fatti. A seguito della assemblea svolta il 7 settembre scorso, alla quale vi è stato una massiccia adesione del personale sia in termini di presenza che di partecipazione al dibattito, l’assemblea dava mandato al sindacato di aprire un confronto con la Società sui alcuni punti. sollecitare l’amministrazione a definire gli incarichi e le responsabilità all’interno dell’Azienda. Definendo sia i carichi di lavoro che le professionalità e i relativi inquadramenti; rispetto degli orari di lavoro come da Contratto; estendere anche al personale interinale il premio di risultato, per i periodi che gli stessi hanno contribuito a raggiungerlo; utilizzo delle professionalità interne all’Azienda prima di fare ricorso ad assunzioni esterne per analoghe professionalità; informazione e confronto con la RSU sulle materie riguardanti il personale. La formulazione di tali richieste erano tutte tese a un migliore funzionamento del servizio che la SASI deve fornire al cittadino utente. Su questi temi vi è stato una latitanza da parte dell’Amministrazione. Ma fatto ancora più grave è stato l’applicazione unilaterale da parte dell’azienda, del cambiamento dell’orario di lavoro. Questo atto unilaterale, ha impedito di fatti di capire le vere motivazioni organizzative alla base delle scelte che l’Azienda sta adottando, ha impedito di fatti un confronto per capire come i lavoratori coinvolti in questa nuova organizzazione del lavoro dovrebbero comportarsi,  se il nuovo orario rientra all’interno dei dettati contrattuali siglato da ambo le parti.

A fronte di tutto questo, nel momento in cui, il rappresentante Provinciale della FEMCA CISL, metteva in evidenza quanto sopra l’Azienda, anziché aprire un confronto sereno e democratico, attuava un ordine di servizio dove il lavoratore veniva rimosso dal suo lavoro. Noi riteniamo che questo atto di tipo intimidatorio deve essere ritirato, che invece debba aprirsi un tavolo di confronto con la RSU e le OOSS alfine di ritornare nei binari del giusto confronto sindacale. Il persistere da parte dell’Azienda in questo atteggiamento ci vedrà costretti ad attivare azioni che riterremo più opportuni, non escludendo le vie legali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *