Beni per 1,8 milioni di euro sequestrati a famiglia rom di Montesilvano

Operazione congiunta Carabinieri, Guardia di Finanza, Guardia Forestale e Polizia di Stato alle prime luci dell’alba oggi a Pescara e sequestro preventivo di beni mobili e immobili per un milione 800mila euro appartenenti a una famiglia di etnia rom. Si tratta del risultato dell’applicazione del decreto legislativo 159 del 6 settembre 2011, noto come codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione, entrato in vigore lo scorso 13 ottobre. La normativa, che da ulteriore impulso alle misure di prevenzione patrimoniali, consente di giungere al sequestro ed alla successiva confisca dei patrimoni illecitamente accumulati da coloro che vivono dei proventi del reato e non possono giustificare la legittima provenienza dei beni in loro possesso. A Fioravante 33 anni, Monica (31), Carolina (38) e Tiziana Spinelli (26) e a Emanuela Guarnieri (34) le forze dell’ordine hanno posto sotto sequestro 3 unità immobiliari ben arredate con annesse aree di pertinenza, 8 autovetture e 3 motocicli intestati o comunque riconducibili, anche per interposizione fittizia, ai componenti della famiglia, residenti a Montesilvano. Su di loro da tempo erano puntati gli occhi della locale Compagnia dei Carabinieri perché gli Spinelli sono dediti allo spaccio di droga. Tra i beni finiti sotto sequestro anche una rimessa con 6 cavalli, sito tra l’altro su un terreno di proprietà del comune di Montesilvano. Gli animali, tutti dotati di microcip sono stati trovati in buone condizioni. Nessun segno di maltrattamenti. La maggior parte dei soggetti colpiti dai provvedimenti, così come ha potuto accertare la Guardia di Finanza, risulta non avere esplicato alcuna attività lavorativa o prodotto dichiarazione dei redditi cosicché è scattata la presunzione – prevista per legge – che l’ingente patrimonio in loro possesso non può che essere il prodotto delle molteplici illecite attività da questi compiute nel corso degli anni. Dal 2007 ad oggi sono stati effettuati sequestri per un valore di oltre 16 milioni di euro. Oltre ai sequestri, il Tribunale, anche in quest’occasione, non si è fermato all’applicazione delle misure patrimoniali e, accogliendo quanto proposto dal Questore di Pescara, ha attivato la prevista procedura volta all’irrogazione di 11 misure di sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di dimora nel comune di residenza.

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