Uniti per Lanciano e WWF: “Niente palazzi all’ex Torrieri”

“E’ uno stravolgimento dell’esistente, che non tiene conto dei valori culturali e storici della nostra città”. Alex Caporale, consigliere comunale di Uniti per Lanciano, apre uno scenario diverso da quello che molti si aspettavano alla vigilia del consiglio comunale che domani affronterà la discussione sul nuovo piano regolatore della città. La posizione del consigliere è incerta, forse non voterà. Si deciderà tutto in assise civica. Oggi l’ha ribadito in una conferenza stampa insieme all’ex consigliere Pierluigi Vinciguerra e presidente dell’associazione Italia Nostra. I motivi per far venire il proprio voto in assemblea civica Caporale li riconduce a una ‘mancanza di chiarezza’ sull’area dell’ex calzificio Torrieri, che costeggia l’ex ippodromo, nel cuore della città. “E’ vero, nel Piano integrato d’intervento è stato previsto meno cemento in quella zona – ammette l’esponente di Uniti per Lanciano -, che si sono tradotti in una riduzione da 9000 a 7mila quadri. Ma questo, di fatto, porterà a nuove realizzazioni anziché il recupero di una delle ultime testimonianze dell’industria lancianese. Avevo proposto un rinvio sull’argomento, facendo leva anche sulla posizione di alcuni amministratori, che fino a qualche mese fa erano fortemente critici sulla cementificazione di quell’area e prospettavano le stesse soluzioni che continuo a prospettare”. Un aspetto, quest’ultimo, sottolineato anche Vinciguerra.

Anche l’Associazione WWF Zona Frentana e Costa Teatina, di cui è presidente Ines Palena, che seppur apprezza “la volontà politica dell’attuale amministrazione comunale di rivedere il precedente Piano Integrato di Intervento (PII) per le quattro aree: Pietrosa, Sangritana, “Torrieri e Fiera” con il ridimensionamento delle volumetrie e l’aumento di opere di interesse pubblico”, ora invita la Giunta Pupillo a “osare ancora di più. Ad esempio nel Programma Integrato d’Intervento (PII) per l’area denominata Ambito Torrieri, chiediamo di escludere la realizzazione di palazzi residenziali (a quattro piani) e rendere l’area a completa fruizione pubblica recuperando non solo gli edifici dell’ex calzaturificio Torrieri e della Sangritana ma realizzando una connessione con le altre possibili aree verdi della zona per costituire un vero e proprio Parco Urbano. E’ importante inoltre che venga vincolata, di fatto, nel PII, tramite incentivi, la realizzazione di edifici con gli strumenti e le tecnologie offerte dalla bioedilizia e dai sistemi che valorizzino l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili.  Sono oramai diversi i Comuni in Italia che incentivano la qualità delle costruzioni e l’architettura sostenibile in cambio di nuovi parametri edilizi e di  diversi contributi relativi agli oneri di urbanizzazione. Per questo l’associazione ambientalista chiede che non si approvi venerdì il Programma Integrato di Intervento per permettere la rielaborazione di un programma che ponga la qualità della vita dei cittadini davanti agli interessi, seppur legittimi, dei proprietari e dei costruttori edili”.

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