Da Città Sant’Angelo e Giulianova i sindaci lanciano l’allarme: “Corsi d’acqua da mettere in sicurezza per evitare esondazioni”

Mancanza di fondi, in primo luogo, e appelli finora inascoltati per evitare per mettere in sicurezza l’area di Marina di Città Sant’Angelo. Il sindaco Gabriele Florindi, però, non si arresta davanti all’evidenza dei fatti e va avanti. Lo fa lanciando un nuovo appello, stavolta attraverso i media, “per segnalare le condizioni di totale abbandono dell’alveo dei corsi d’acqua Piomba e Saline e delle loro foci.” Che sottopongono a pericolo l’area Marina del suo Comune, dove vivono migliaia di persone. “L’amministrazione comunale non può fare nulla perché paralizzata dal patto di stabilità – dice il rpimo cittadino angolano -, pur avendo le risorse proprie e i progetti già preventivati per mettere in sicurezza via del Porto Romano, via Strabone, via Ludovico Antinori, via Belvedere. Per eventi accaduti in queste aree ci sono anche richieste di risarcimento danni: servono interventi di manutenzione anche in via dei Fiori e Pasquale Baiocchi, ma il Comune non può intervenire. Voglio sollecitare almeno qualche stanziamento per la bonifica e pulizia, perché i corsi d’acqua ostruiti da alberi ed erbacce saranno poi la causa della prossima alluvione: è successo questo in Liguria con le conseguenze disastrose che abbiamo visto. “Il torrente Piomba è esondato il primo marzo scorso – ricorda Florindi -, in tempi quindi recentissimi, coinvolgendo Città Sant’Angelo – unico comune della Provincia di Pescara – e il territorio angolano ha subito quasi 200.000 euro di danni, tra risarcimenti ai privati e interventi di bonifica e ripristino su aree pubbliche. I danni sono stati anche riconosciuti anche dalla Regione Abruzzo che ultimamente ha stanziato ben 20.000.000 euro. Tutte le autorità sono informate mensilmente della situazione. L’amministrazione ha più volte sollecitato la Protezione Civile Regionale ed il Genio Civile Regionale al fine di attuare interventi in misura eccezionale sul torrente Piomba per evitare straripamenti e rottura degli argini: tutti sono però impossibilitati a intervenire e rinviano responsabilità, monitoraggio, guardiania, e attuazione di interventi d’urgenza al Comune di Città Sant’Angelo. Il piano di intervento della protezione civile, da poco approvato, considera l’area una zona rossa ad alto rischio. Invano abbiamo scritto – lamenta Florindi – a tutte le autorità regionali e nazionali, inclusi Presidente della Repubblica e Presidente del Consiglio dei Ministri, per chiedere di liberare le risorse del patto di stabilità”.

Al fine di scongiurare le frequenti inondazioni dei territori della Marina, in occasione di temporali e acquazzoni, il Comune ha infatti predisposto un progetto di potenziamento del sistema di regimentazione e raccolta delle acque piovane per un investimento complessivo di circa € 450.000,00, somme di cui il comune già dispone in fondi propri di bilancio ma che non può spendere a causa delle limitazioni imposte dal Patto di Stabilità. “Abbiamo chiesto al Ministero della Economia una deroga al patto di stabilità, ma il Ministero dice che per averla serve un’ordinanza del presidente del consiglio. Così il Comune che rappresento si trova da un lato ad assumere ogni responsabilità in materia di protezione e prevenzione della popolazione e dall’altro a non poter fattivamente operare”. La deroga al Patto di Stabilità consentirebbe dunque di effettuare tutti quegli interventi straordinari di prevenzione con fondi propri, come da progetto già in dotazione.

Ma Floindi non è l’unico a far suonare il cmpanello d’allarme sul pericolo esondazioni. Lo accompagna anche il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro (foto in alto a sinistra), che ha firmato una ordinanza contingibile ed urgente per la messa in sicurezza dell’alveo del fiume Salinello, in prossimità della foce, a tutela della pubblica incolumità. L’ordinanza, cui verrà data esecuzione domani, sabato 19 novembre, ad iniziare dalle ore 8 ricorrendo a mezzi e personale della “Giulianova Patrimonio”, prevede la rimozione, nel tratto giuliese del fiume, dei tronchi di alberi, dei rami e di ogni altro materiale ingombrante trasportati dalla piena verificatasi in occasione dei nubifragi dello scorso marzo. “C’è una situazione di rischio esondazione – dichiara il sindaco – perché questi materiali hanno creato una sorta di barriera in corrispondenza delle pile di sostegno del ponte stradale, impedendo così il libero deflusso delle acque. Nel malaugurato caso in cui dovesse nuovamente verificarsi un nubifragio, si avrebbe un innalzamento del livello del fiume, i cui argini sono ormai dissestati. Pertanto – continua Mastromauro – il Salinello potrebbe esondare, coinvolgendo così il quartiere Marlboro. Ma alla mia richiesta di intervento rivolta agli organi competenti, cioè Regione e Provincia, mi è stato risposto che esiste da tempo un progetto del Genio Civile, tuttavia mancano i fondi per portarlo ad esecuzione. E comunque nell’immediato non si potrà fare nulla. Adesso il tempo è bello”, rileva il primo cittadino, “ma già nella prossima settimana si prevedono piogge, spero non intense. Io ho il dovere di tutelare i miei concittadini, specie quelli che abitano in un quartiere, il Marlboro appunto, posto a ridosso del fiume, e quindi non posso attendere che qualcuno si muova per provvedere, né posso sperare che le condizioni climatiche rimangano miti. E allora – dice ancora il sindaco – interveniamo noi, perché qui non c’è tempo da perdere. La stessa cosa faremo per il Tordino, dove pure sono presenti accumuli di materiale e dove è presente una strozzatura tra i due ponti. Ma resta inteso che bisogna intervenire per ripristinare gli argini, e questo – conclude Mastromauro – è un obbligo che riguarda esclusivamente Regione e Provincia, che invito nuovamente ad attivarsi”.

Nell’ordinanza è inoltre stabilito che i materiali rimossi dalla “Giulianova Patrimonio” vengano poi trasportati e conferiti nell’impianto di recupero e di smaltimento a cura della SOGESA.

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