Ancora attentati al giudice Tommolini, “lo Stato ha abbandonato il territorio abruzzese”

Il gip di Teramo Marina Tommolini resta sotto scorta dei carabinieri. Il magistrato che nella notte tra venerdì e sabato ha subito il rogo doloso della sua vettura posteggiata sotto casa a Martinsicuro è sotto protezione. “Hanno colpito me ed il maresciallo De Cicco per colpire le Istituzioni che rappresentiamo”. Poche ma lapidarie le dichiarazioni del giudice Tommolini “scortata” fino a poco prima dell’una dai colleghi sotto la sua abitazione a Martinsicuro.

Il magistrato lamenta una presenza di una criminalità più organizzata e qualificata che quando incendia autovetture non lo fa a caso e con metodi da vandalo dell’ultima ora, ma con tecnica e strategie specifiche. Tommolini e De Cicco sono entrambi di Martinsicuro, abitano a poca distanza tra loro. Lei è un magistrato, l’altro un carabiniere appartenete ai reparti investigativi.

Intanto, ad alzare il livello di allerta è l’ex giudice di Teramo ed attuale consigliere in Corte d’Appello de L’Aquila, Aldo Manfredi. “Ho la sensazione che non sia stato dato risalto a quello che consideriamo un attacco allo Stato ed alle istituzioni”. “Questo è un territorio” – continua Manfredi – “che deve essere recuperato con la presenza dello Stato che qui manca”. “Fatti del genere succedono solo in Calabria e nemmeno più in Sicilia”. “Assolutamente bisogna istituire un commissariato di polizia”, così tuona il Consigliere della Corte d’Appello de L’Aquila.

Gli fa eco, il sindaco di Martinscuro, Abramo Di Salvatore, che minaccia, addirittura, le proprie dimissioni. “Sono pronto a dimettermi da sindaco anche se mancano sei mesi alla fine del mio mandato”. “Il mio è un atto forte che sono pronto ad assumere”. “Sono anni che insisto per un posto di polizia fisso ma vedo insensibilità; finora non ho ottenuto risultati”, – dichiara ancora il sindaco, manifestando la propria preoccupazione. Tra Teramo ed Atri, infatti, ci sono soltanto 160 agenti di polizia e nessuno nella città di Martinsicuro.

Nel frattempo, c’è la presa di posizione del presidente del tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa che, non si sottrae alle dichiarazioni sui gravi atti criminosi compiuti, in questi giorni, nel teramano.

“La nostra è una manifestazione spontanea” – dice il presidente del tribunale teramano – “a difesa di un nostro giudice oltraggiato in questo modo, per ben due volte nel giro di tre giorni”.

Netta la solidarietà dimostrata dai colleghi magistrati che si sono riuniti, sotto casa del gip Tommolini in un sit-in di protesta. Molti i giudici indignati che avvertono il senso di abbandono dallo Stato e che, chiaramente, fanno capire che lo Stato ha abbandonato questa parte del territorio abruzzese.

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