Il caso Powercrop al giudizio del TAR

Lunedì scorso un’inedita e quanto mai vasta coalizione ha presentato il ricorso al TAR contro l’autorizzazione che la Regione ha concesso alla Powercrop per la realizzazione di una megacentrale a biomasse tra le più grandi d’Italia con annesso elettrodotto di 4 km per il collegamento di tensione di 150 kv. L’impianto dovrebbe sorgere dov’è lo zuccherificio la cui chiusura ha costretto gli agricoltori del Fucino a convertire le colture con danni enormi per l’economia locale. Nella conferenza stampa di questa mattina, aperta da Stefano Fabrizi della Confagricoltura, si sono avvicendati tutti i rappresentanti di Coldiretti, Confederazione Italiana Agricoltori, Legambiente, WWF, Fare verde, Legambiente e Comitato No Powercrop per ribadire un fermo no perché, oltre all’assoluta mancanza di consultazione di cittadini e agricoltori, cosa peraltro promessa, ci sono accertati pericoli per l’ambiente. “Ed è incredibile come le valutazioni sulla qualità dell’aria siano state effettuate in montagna e non sul luogo destinato alla centrale” – affermano i presenti. C’era anche l’Assessore al Comune di Luco dei Marsi che ha chiesto alla politica di esprimersi chiaramente su questo spinoso tema. È intervenuto Herbert Simone, l’avvocato che ha curato il ricorso inviato al TAR: “lo studio di Powercrop non è credibile – afferma l’avvocato Simone – perché nel Fucino, e nel raggio dei 70 km dall’impianto entro i quali dovrebbero essere reperibili (a detta della stessa Powercrop), non ci sono biomasse sufficienti da bruciare”. Era presente alla conferenza stampa anche Luigi Presutti del comitato dei cittadini NO Powercrop che ha affermato che “Non è possibile bruciare 270.000 tonnellate all’anno di biomassa, con le relative emissioni di inquinanti, nel pieno di una delle aree agricole più produttive d’Italia.”

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