La Cassazione ha deciso: no alla scarcerazione di Salvatore Parolisi

Salvatore Parolisi resta in carcere. Lo ha deciso la prima sezione penale della corte di Cassazione questa sera. Resta anche l’unico indagato per la morte della moglie Melania Rea, trovata senza vita il 18 aprile scorso in un boschetto a Ripe di Civitella, nel teramano.

D’altro canto, lo stesso procuratore generale, Giovanni De Santis in mattinata aveva chiesto il rigetto del ricorso presentato dalla difesa e la conferma dell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del caporalmaggiore, in carcere dal 20 luglio scorso. Salvatore Parolisi è stato arrestato con l’accusa di aver ucciso la moglie Melania Rea con numerose coltellate. Valter Biscotti, difensore di Parolisi, aveva provato a far breccia nei giudici perché ribaltassero la decisione del Tribunale del Riesame de L’Aquila, che il 23 agosto scorso, aveva confermato l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip di Teramo. Biscotti ha sostenuto nell’udienza di oggi che sarebbero state sottovalutate prove a discolpa dell’indagato (la strisciata di sangue sulla gamba di Melania che non apparterrebbe a Parolisi ndr) e, per questo, c’è un difetto di motivazione nell’ordinanza di custodia cautelare nei confronti del caporalmaggiore, che deve essere dunque annullata.

Il teorema dell’accusa però continua a reggere. “Siamo pronti a fare il processo. Inizieremo da domani a procurare nuove prove e aiutare Salvatore a dimostrare la sua estraneità al delitto. Queste le prime battute degli avvocati Biscotti e Nicodemo Gentile -. Prendiamo atto – aggiungono – del provvedimento della Suprema Corte. Si trattava di un percorso, quello compito dalla Cassazione, che ci poteva stare. Ora vogliamo vedere le motivazioni”

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