Usura e truffa, due arresti a Lanciano. Organizzazione operativa in tutta Italia

Individuavano attraverso una sorta di ricerca di mercato l’azienda bisognosa, si presentavano in aiuto dando soldi in prestito e poi, quando l’imprenditore non poteva più reggere i tassi usurai, pretendevano di entrare in società come soci o amministratori e mettevano in atto truffe ai danni dei fornitori. Un gioco che Felice Di Fazio, 52 anni di Lanciano e Alfredo Toro, 28 anni di San Vito Chietino, già noti alla Procura per reati contro il patrimonio, mettevano in pratica non solo nel lancianese, ma anche in altre località italiane. I due sono stati arrestati la notte scora dalla polizia del commissariato e dagli agenti della giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Lanciano. Anche perché c’era il pericolo che Toro, sposatosi sabato scorso, potesse partire per il viaggio di nozze e sottrarsi all’arresto. Insieme a Di Fazio ora si trova nella casa circondariale frentana.

L’inchiesta, di cui è titolare il sostituto Rosaria Vecchi, non è conclusa. Anzi, promette sviluppi. Il tempo necessario per ricostruire attraverso gli esami di documenti, dei conti correnti – che venivano aperti con la complicità di tossicodipendenti – e la denuncia di altre vittime.

Un lavoro non facile per Katia Basilico (nella foto in alto a sinistra), dirigente del commissariato lancianese e per i suoi uomini, che dalla scorsa primavera indagano qua e là per l’Italia per riuscire a disegnare i confini dell’attività messa in piedi dai due, con la collaborazione, ancora da chiarire, di altri15 denunciati a vario titolo. Il meccanismo era bel oleato: Di Fazio e Toro prestavano somme di denaro per migliaia di euro a imprese in difficoltà economiche e chiedevano indietro la somma con tassi usurari, che partivano dal 10 per cento mensile fino ad arrivare al 320 per cento annuali. Una volta che la vittima non riusciva più a pagare, scattava l’associazione per delinquere finalizzata alla truffa.  Ma come si è riusciti a scoperchiare quella che ha tutti i connotati di una organizzazione ben affiatata?

Da una società di trasporti, la Natale Srl, di Fara San Martino e dalla collaborazione con la Procura di un imprenditore vittima dell’usura. Al momento l’imprenditore risulta allo stesso tempo parte offesa e indagato per essersi prestato alla successiva attività di truffa. Messo alla corde dai tassi d’interesse, è stato costretto ad intestarsi un’azienda di trasporti messa in piedi – legalmente – da Di Fazio eToro. Poi s’avviavano negozazioni con fornitori per prodotti d’ogni genere. Merci per 350mila euro – almeno stando a quanto finora accertato -. Si onoravano i primi impegni, poi si facevano altri ordinativi per prodotti di maggior valore, ma stavolta le fatture non venivano pagate. E quando il terreno ha iniziato a scottare sotto i loro piedi, Di Fazio ha spostato il suo ufficio a Cervia, presentandosi con il falso nome di Francesco Di Francesco.

“Abbiamo fermato un’attività usuraria particolarmente consistente, ma le indagini sono ancora in corso. Sappiamo quanto è difficile per le vittime uscire dal giro, ma un modo per uscirne, forse l’unico, è collaborare con questa Procura che ha dimostrato di essere in grado di intervenire. Chiediamo con forza la collaborazione di quanti si trovano in difficoltà per essersi rivolti a questa organizzazione criminale – ha detto nel corso della conferenza stampa il procuratore di Lanciano, Francesco Menditto -.

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