Rifiutopoli, i difensori di Di Stefano e Venturoni sollevano eccezioni sulle intercettazioni

Le intercettazioni riguardanti il senatore Fabrizio Di Stefano, anche se indirette, “sono inutilizzabili in quanto era necessaria la richiesta di autorizzazione al Senato”. E’ quanto ha sostenuto questa mattina Massimo Cirulli, nell’udienza preliminare relativa all’inchiesta sui rifiuti, che conta tra gli imputati oltre a Di Stefano, l’ex assessore regionale alla sanità Lanfranco Venturoni (foto a sinistra), e l’imprenditore Rodolfo Di Zio. Eccezioni sollevate anche dal legale di Venturoni, l’avvocato Marconi, per il quale le intercettazioni a carico del suo assistito effettuate prima dell’iscrizione dell’ex assessore nel registro degli indagati, avvenuta il 24 luglio del 2009. L’avvocato ha anche sostenuto che non possono essere utilizzate le intercettazioni tra Venturoni e il senatore Tancredi, in quanto il procedimento a carico di quest’ultimo è stato spostato a Teramo. Venturoni è stato intercettato dal 20 novembre 2008 al 14 aprile 2011. Le telefonate sono 82mila. I pm titolari dell’inchiesta, Gennaro Varone e Anna Rita Mantini, hanno chiesto il rigetto di tutte le eccezioni e la trascrizione di 100 intercettazioni a carico di Venturoni e di circa 200 a carico di Rodolfo Di Zio. La decisione del gup, Luca De Ninis, è attesa per la prossima udienza fissata al 31 gennaio 2012.

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