Bimba violentata da anziano con la complicità della mamma

Una storia squallida, raccapricciante, quella di fronte alla quale si sono trovati gli inquirenti. Partita con ritardo, ma fermata. Protagonista e vittima una bambina di poco meno di dieci anni, violentata da un uomo di 75 anni, Francesco Paolo Pasquini, arrestato questa mattina dai carabinieri della Compagnia di Lanciano. Nonostante l’età, l’uomo è stato associato nel carcere di Villa Stanazzo per violenza sessuale nei confronti di una minore di meno 10 anni. Nella sua abitazione, poi, è stato trovato materiale pedopornografico. Non solo. I carabinieri hanno aperto il computer del Pasquini, scoprendo che l’anziano si collegava con siti internet con immagini di violenze su minori. Siti che sono stati oscurati dalla polizia postale.

La piccola ora è al sicuro, soprattutto oggi è consapevole che qualcuno l’ha aiutata, l’ha assistita ed è stato allontanato per sempre chi le ha fatto del male. Pasquini è in carcere, la madre della piccola ci è finita un mese fa per favoreggiamento. Lei l’avrebbe dovuta proteggere, invece, quando la figlia le ha chiesto d’aiutarla, ha risposto: “Lascialo fare”. Ecco cosa rende la vicenda raccapricciante. E Pasquini approfittava di quella complicità. D’altronde, in quel periodo – 6, 7 mesi fa – condivideva lo stesso tetto, poteva fare quello che voleva. Gli inquirenti non hanno elementi che possano dimostrare se tra l’anziano e la mamma della bambina vi fosse qualche accordo particolare. Ma come si fa a pensare a pensare il contrario? Quella casa era ‘frequentata’, hanno dichiarato oggi in conferenza stampa il procuratore capo della Repubblica di Lanciano, Francesco Menditto e il sostituto Rosaria Vecchi. Si sarebbe potuto intervenire prima, si diceva più sopra, invece è trascorso del tempo. La piccola, infatti, ha trovato nella scuola quella comprensione che non poteva avere a casa. Un operatore scolastico si è attivato, ma non è si è rivolto subito all’autorità giudiziaria, nemmeno ai carabinieri. Una storia troppo grande per poter essere gestita da chi non ha l’esperienza e le capacità giuste che si è trasformato in “un errore in buona fede, comunque un danno alle indagini e alla bambina – l’ha bollato il sostituto Vecchi -. Quando la vicenda è finalmente arrivata in Procura, la macchina investigativa si è messa in moto. Ogni passo è stato mosso con delicatezza, ma altrettanta decisione dagli uomini del capitano Massimo Capobianco (foto in alto a sinistra) e seguita con attenzione dal comandante provinciale, Giuseppe Cavallari. Per ricostruirla e soprattutto identificare Pasquini ci sono voluti due mesi, anche perché, nel frattempo, l’anziano non viveva più nella casa degli orrori, che continuava ad essere frequentata da altri uomini.

La svolta, l’arresto della madre, messa davanti alle sue responsabilità. Sono state acquisite anche le dichiarazioni della bimba, opportunamente assistita, in sede di incidente probatorio – ha aggiunto Menditto – così da non doverla più coinvolgere direttamente nel procedimento. Il caso ci ha portato a decidere di affidare ad un magistrato, alla dottoressa Vecchi appunto, l’incarico di occuparsi di queste vicende. A breve forniremo alle scuole delle indicazioni su come chi opera in quelle realtà a diretto contatto con i bambini, possa  sapere come comportarsi in queste circostanze”.

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