Appello della Fiom alla Fim Cisl e UilM: “Non sottoscrivete l’accordo con la Fiat”

 

“Non firmare”. E’ questo l’appello che il segretario provinciale della Fiom Cgil, Marco Di Rocco, lancia verso la Fim Cisl e UilM a qualche ore dall’accordo tra Fiat e sindacati, previsto per lunedì prossimo, a Torino. Evitare la sottoscrizione dell’accordo con la fabbrica del Lingotto per evitare che si “consumi uno strappo epocale nelle relazioni industriali che avrà pesanti ricadute anche nel nostro tessuto industriale e sociale. Pensare che, senza le tutele derivanti dalla contrattazione nazionale i lavoratori SEVEL staranno meglio, è un idea nefasta per l’Italia e per la Val di Sangro – afferma Di Rocco -. A Nicola Manzi e a Domenico Bologna dico che devono impedire che ciò accada. SEVEL rappresenta l’unica fabbrica della FIAT che vive un momento positivo anche grazie alle politiche che il territorio e i sindacati hanno espresso in questi anni; dal patto territoriale, al Campus dell’Automotive. Sevel non ha bisogno di Pomigliano, qui il lavoro c’è e i lavoratori non vogliono uscire dal sistema contrattuale. Non permettere a Fiat di cancellare tutti gli accordi, le conquiste, le tutele che oggi i lavoratori hanno. A tutte le Rsu Sevel chiedo di intervenire nei confronti delle segreterie provinciale, compresa quella Fiom di Chieti, affinché  non si concretizzi l’accordo vergogna modello Pomigliano. La Rsu (45 componenti) non può tacere rispetto al loro contratto. E’ vergognoso che a tutt’oggi la Rsu tutta non ha ancora convocato un’assemblea retribuita per informare i lavoratori su cosa stanno dicendo e facendo a Torino. La Rsu FIOM, per l’ennesima volta, ha richiesto l’assemblea per martedì prossimo alla presenza di Maurizio Landini.

Mi auguro che questa volta, visto che mancano ancora 5 ore di assemblea, nessuno ce lo impedisca”. Di Rocco ricorda, infine, che le rappresentanze unitarie hanno costruito la storia sindacale della Val di Sangro e grazie a loro che oggi i lavoratori hanno ottenuto tante conquiste. “Per questo devono scendere in campo, far sentire la loro voce e riappropriarsi di questa difficile trattativa”.

La Fiom punta l’indice anche sulla questione premio straordinario nella fabbrica del Ducato, accordo sottoscritto dalle altre sigle sindacali il 12 settembre scorso. Per i metalmeccanici della Cgil, quell’intesa di è rivelata una bufala, perché nella busta paga dello scorso ottobre,  nella quale, il 50 per cento dei lavoratori, non hanno trovato nulla. “La nostra posizione era chiara: con i criteri con cui era stato imposto dall’azienda quel premio non avrebbe portato soldi che a pochissimi in modo mirato e avrebbe reso legittimo quanto l’azienda già dava a quelle figure: capi, team-leader, manutentori qualità e pochi altri ma che certamente nel loro comportamento sono lontani da qualsiasi partecipazione attiva alla vita sindacale dello stabilimento. In altre parole chi ha preso 600 euro per aver raggiunto 1300 ore a fine settembre e che sono non oltre il 10% della forza lavoro, non solo non ha mai fatto 1 ora di sciopero ma in pratica hanno  rinunciato anche all’esercizio di qualsiasi diritto”.


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