Operazione antidroga dei carabinieri: 11 arresti tra Campania e Abruzzo

Detenzione a fini di spaccio di stupefacenti. Con queste accuse Antonio Tarroni, 51 anni, di origine emiliana, residente a Pescara ma radicato nel territorio casertano a Casal di Principe; Elvira Visconti, 51 anni, originaria di Napoli ma residente a Pescara; Francesco Leuzzi di 39 anni e Mirko Leuzzi di 52 entrambi pescaresi; Alfredo Straccialini di 44 residente a Pescara, sono finiti in carcere a conclusione di una operazione tra Campania e Abruzzo, condotta da carabinieri. L’operazione, denominata ‘the uncle’, perché Tarroni, che secondo gli inquirenti muoveva le fila di una fitta rete di spaccio da Casal di Principe, veniva chiamato ‘lo zio’, ha preso le mosse da un’indagine che nel giugno del 2009 portò all’arresto di un giovane a Francavilla al mare per possesso a fini di spaccio. Oltre alle misure restrittive in carcere, ai domiciliari sono finiti Paolo Tonti di 33 anni di Popoli, Leonardo Canova di 44 della provincia di Foggia, Gianluca Castellani di 37 di Penne ma residente a Montesilvano, Lucio Damiani di 50 di Pescara, Gianni Liani di 32 di San Giovanni Teatino e Giovanni Gifuni, 34 anni di Napoli. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Pescara. I particolari dell’operazione sono stati illustrata questa mattina nel corso di una conferenza stampa tenuta a Chieti dal comandante provinciale dei carabinieri di Chieti, il colonnello Giuseppe Cavallari, a dal comandante del nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Chieti, il tenente Antonio Moramarco. L’ indagine man mano ha svelato una fitta rete di persone dedite allo spaccio di cocaina e hashish nell’area metropolitana Chieti, Pescara, Francavilla al mare il cui referente è stato individuato in Tarroni. Questi una prima volta fu arrestato a dicembre di due anni fa quando i carabinieri lo trovarono in possesso di 2 chili e mezzo di cocaina: per i militari è l’uomo che faceva la spola tra Campania e Abruzzo con auto di grossa cilindrata per il trasporto dello stupefacente rifornendo il mercato locale della droga che poi veniva spacciata in Abruzzo. Dalle intercettazioni è emerso, inoltre, che per accordarsi sulle quantità di stupefacente, l’unità di misura non era il peso ma il tempo espresso in minuti mentre gli incontri venivano fissati grazie ad espressioni del tipo ‘porto a spasso il cane’. L’operazione vede complessivamente 28 indagati ed ha portato al recupero di tre chilogrammi di droga tra eroina e cocaina e di una pistola Glock.

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