Passava informazioni a un indagato, ai domiciliari dipendente della Procura di Lanciano

Avrebbe informato un indagato per usura sul filone d’inchiesta che lo riguardava. Stamattina, per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento Mario Di Campli, 50 anni, su disposizione del giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lanciano Massimo Canos, è stato raggiunto da un provvedimento di arresto domiciliare. Di Campli, dipendente della procura frentana, secondo quanto accertato, avrebbe informato Felice Di Fazio, 52 anni, di Frisa, indagato per usura e associazione per delinquere finalizzata alla truffa e arrestato il 28 novembre insieme a Alfredo Toro, 28 anni, di San Vito Chietino e altre 13 persone, tra cui due vittime, finite nel registro degli indagati. Allora gli inquirenti tennero a precisare che quella inchiesta non era conclusa. Infatti, le indagine hanno portato a galla che Di Campli era un’altra vittima Di Fazio. Il suo debito probabilmente era alto, forse non riusciva più a onorarlo, così avrebbe iniziato a passare notizie che raccoglieva a Palazzo di Giustizia. Fino a quando non è stato scoperto, grazie a pedinamenti e intercettazioni telefoniche. Le informazioni finite a Di Fazio (per il quale è stato disposto il sequestro del patrimonio: 7 auto di grossa cilindrata, tre appartamenti e 4 terreni) però, non hanno intaccato più di tanto l’inchiesta che lo riguardava. Resta comunque il fato che si tratta di una brutta pagina. Lo ha sottolineato in conferenza stampa stamani il procuratore capo Menditto, che ha incontrato i giornalisti insieme ai sostituti Vecchi e Dicuonzo, e agli uomini della polizia giudiziaria.

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