Si apre falla nella conduttura principale dell’acquedotto Delverde. Per 30 comuni si prospetta l’interruzione del servizio

Lì, in Contrada Paludi di Castel Frentano, c’è un terreno coltivato dove è ben visibile una fosso profondo più di 50 centimetri. E’ stato delimitato perché due settimane fa è sprofondato un mezzo agricolo a causa delle infiltrazioni d’acqua. Per tirar fuori il cingolo sono dovuti correre i vigili del fuoco. Un campanello d’allarme. Infatti, stamattina, sull’altra sponda della strada che conduce a Sant’Eusanio del Sangro, la condotta principale dell’acquedotto Delverde ha ceduto. La circolazione automobilistica è stata interrotta mentre una squadra di tecnici e operai della Sasi, la società che gestisce il servizio idrico integrato, è sul posto per riparare la tubatura. Attualmente fuoriescono 15 litri di acqua al secondo, ma se dovesse aumentare ci sarebbe il blocco automatico dell’erogazione dall’acqua per trenta comuni, compreso Lanciano. E’ una corsa contro il tempo, dunque. Un escavatore sta procedendo alla rimozione del terreno in modo da poter intervenire. Dopodiché la Sasi dovrà necessariamente sospendere il servizio per almeno 24 ore, avvertendo i centri interessati.

Quella di Contrada Paludi, però, non è l’unica rottura. Poco più a monte, a Contrada Porreca, verso Castel Frentano, ne è stata individuata un’altra e a questo punto non è affatto escluso che la Sasi decida di approfittarne e di procedere per la sua riparazione. Sul pericolo di rotture, per la verità, di recente era stato chiaro Patrizio D’Ercole, presidente della ISI, la società del patrimonio delle reti idriche del chietino, che conta 76 comuni soci. D’Ercole, infatti, aveva denunciato come la SASI non eseguisse da tempo interventi di manutenzione della rete. Tubi datati, alcuni sono vecchi di 80 anni, che in molti tratti del tragitto che coprono dalle sorgenti a valle, subiscono danni a causa dei fulmini che scaricano la loro energia a terra. In questi casi, la pressione dell’acqua al loro interno aumenta e si formano delle crepe, che alla lunga finiscono per allargarsi, causando la dispersione d’acqua.

Intanto sabato prossimo, presso l’aula delle conferenze dell’Istituto Mario Sud, di Santa Maria Imbaro, il presidente della dei Sindaci del Servizio Idrico Integrato, Enrico Di Giuseppantonio, ha convocato l’assemblea che già da ora si annuncia particolarmente calda. C’è sempre di mezzo quella sentenza del tribunale di Lanciano dell’11 novembre scorso, emessa dal giudice del tribunale di Lanciano, Paola Di Nisco, che condanna la Sasi, che gestisce il servizio idrico integrato, ad inserire nel prossimo bilancio (31 dicembre 2011) tutti ‘gli omessi ammortamenti dei beni Isi relativi agli anni che vanno dal 2003 al 2011”. Conti alla mano, si tratta di oltre 15 milioni di euro, che vanno ben oltre il capitale sociale della Sasi, di 1,9 milioni di euro.

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