Dal quinto Rapporto Sociale della Provincia di Chieti: famiglie in sofferenza. Lavoro in calo, salgono (di poco) i delitti

Un territorio nel quale, dopo una fase di calo, torna a crescere anche se di poco il numero dei delitti, mentre scende quello degli infortuni sul lavoro; nel quale la popolazione straniera residente sfiora il 5%, in cui il tasso di abbandono scolastico è inferiore alla media nazionale con la contestuale crescita del polo universitario. La crisi fa sentire i propri effetti anche in provincia di Chieti, determinando fatalmente una maggiore sofferenza sociale, specie per quel che riguarda l’imprenditorialità e il mercato del lavoro; un quadro a cui si aggiunge, purtroppo, il crescente disagio delle famiglie. È quanto emerge dal quinto Rapporto Sociale della Provincia di Chieti, curato dall’Osservatorio per le Politiche Sociali della Provincia presentato dal presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, dal viceprefetto Luciano Conti, dall’assessore provinciale alle Politiche Sociali Gianfranca Mancini, da Enrico Scala, responsabile del Servizio Assistenza Consultoriale interdistrettuale dell’Asl Lanciano Vasto Chieti e da Federico Romagnoli, esperto in analisi dati e ricerche socio-economiche. Per quanto riguarda la sicurezza sul lavoro si conferma in calo il numero di infortuni denunciati: -13,4% nel 2009 e -1,6% nel 2010, mentre gli incidenti stradali sono diminuiti del 20% nel periodo che va dal 2002 al 2010. Sempre nel 2010 sono 3.287 i reati denunciati su un campione di 100 mila residenti contro i 3.692 dell’Abruzzo e i 4.358 dell’Italia. Per quanto riguarda il numero dei delitti, alla diminuzione del 3,9% nel 2008, ha fatto seguito un aumento dell’1,4% nel 2009 e del 2% nel 2010. Rileva il lieve aumento, 0,2%, del tasso di natalità e l’attestazione del numero di anziani – 170 per ogni 100 ragazzi -, per i quali la famiglia svolge ancora un ruolo importante di sostegno e protezione. La componente straniera è pari al 4,9% della popolazione residente a fronte di una media del 6% a livello regionale.

“La provincia di Chieti presenta innegabili criticità – ha detto Di Giuseppantonio – che sono diretto riflesso della crisi che stiamo vivendo, ma emergono anche dati confortanti in controtendenza rispetto al panorama nazionale con riferimento alla sicurezza sulle strade e sul lavoro, alla salute e alla longevità, alla maggiore scolarità superiore al dato nazionale (81% contro il 75,9%), al tasso di abbandono scolastico inferiore al resto del Paese (13,5% contro il 18,8%) e alla progressiva crescita del polo universitario. In un quadro di espansione dei servizi sociali messi a punto dalla nostra amministrazione nei diversi ambiti pari al 4,5%, la nostra attenzione continua ad essere rivolta ai giovani e alle famiglie per le quali, seppure nella difficoltà dell’attuale periodo, stiamo lavorando alla realizzazione di una specifica Agenzia della Famiglia, quale struttura di prossimità alle specifiche problematiche”.

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