Polemiche sulla risoluzione del Consiglio regionale per i tribunali minori: difende solo Avezzano

Carmelo de Santis, presidente della sezione penale presso il Tribunale di Pescara, non ha accettato la nomina conferitagli dal Consiglio Superiore della Magistratura, a nuovo presidente del Tribunale di Lanciano. La notizia è trapelata oggi nel palazzo di giustizia frentano. De Santis avrebbe dovuto prendere il posto occupato attualmente da Ciro Riviezzo. Alla base del suo ‘no’, probabilmente il fatto che quello di Lanciano rientra nei cosiddetti tribunali minori che dovrebbero essere soppressi. Ora il Csm dovrà esaminare le altre domande pervenute e tra queste scegliere un altro magistrato per l’incarico.

Per restare in tema di ‘tribunali minori’, il segretario regionale del Partito socialista italiano, Massimo Carugno, è intervenuto all’indomani della risoluzione approvata ieri dal Consiglio regionale in difesa dei 4 presidi abruzzesi minacciati d’essere tagliati e ha stigmatizzato il voto dell’assemblea di palazzo dell’Emiciclo che, nei fatti,  ha preso una chiara posizione su quello di Avezzano. “La risoluzione del Consiglio Regionale, che dopo una generica, superficiale difesa di mera facciata dei 4 Tribunali, raccomanda le sorti del Tribunale di Avezzano è una vergognosa resa senza condizioni alla iniziativa del Governo, e un vero abbandono al loro destino dei territori di Sulmona, Lanciano e Vasto – ha dichiarato in una nota Carugno -. E’ fuori casa la partita che stanno giocando tre città che vedono a rischio la permanenza dei loro Tribunali. Il Consiglio Regionale, sostanzialmente invita il Governo a sopprimere i Tribunali che vuole, purché sia lasciato in vita il Tribunale di Avezzano, è una vera e propria battaglia di retroguardia e soprattutto di parte e faziosa. Il problema non è di Avezzano – dichiara Carugno -: il problema è di 4 Tribunali non provinciali abruzzesi  (Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto) la cui soppressione comporterebbe enormi disagi ai loro territori. In termini di disagio per i cittadini che si vedrebbero costretti anche per un semplice certificato a raggiungere i rispettivi capoluoghi di Chieti e L’Aquila, entrambi sbilanciati all’estremo  nord dei loro territori provinciali. In termini di perdita di presidi istituzionali e erogatori di servizi primari ma anche e soprattutto deterrenti di attività malavitose. In termini economici per l’indotto che ruota e vive attorno ad un Tribunale (a Sulmona per esempio si è calcolato che la perdita delle perizie, che da ricchezza a tecnici, medici e commercialisti equivale alla chiusura di una fabbrica di 600 occupati). Il territorio delle due provincie abruzzesi è molto particolare, parcellizzato, e mal collegato, e pertanto la battaglia delle Istituzioni politiche deve essere globale e deve essere portata fino in fondo in difesa di tutti e 4 i Tribunali”.

Avezzano, però, incassa un altro sostegno. E’ quello del coordinatore regionale di Futuro e Libertà, Daniele Toto, “sollecitato” da Fabio Bisegna, consigliere comunale di Avezzano e coordinatore e consigliere provinciale di FLI. “Ho ritenuto opportuno proprio per rispetto della verità e per chiarire e fugare ogni dubbio, anche in relazione alle voci contrastanti che circolano in merito, rivolgermi direttamente al Ministro della Giustizia per avere risposte e notizie certe presentando una interrogazione parlamentare, la n. 4-14218 del 14 dicembre – ha detto in proposito Bisegna -. Ho fatto partecipe del problema del tribunale di Avezzano l’On Toto il quale si è attivato ed ha presentato l’interrogazione. Anche per motivi lavorativi conosco i problemi e le varie ricadute negative che la chiusura del Tribunale potrebbe arrecare ad Avezzano ed alla Marsica intera. Questa storia della soppressione sta creando notevoli disagi e preoccupazioni in tutta la cittadinanza avezzanese e marsicana, non solo ai professionisti del settore, al quale rivolgo la mia più totale solidarietà e vicinanza per la mobilitazione che stanno portando avanti. Per cui la situazione creatasi nel Tribunale, insieme a ciò che sta avvenendo per l’Ufficio delle Dogane e per l’Agenzia delle Entrate, con Avezzano e la Marsica espropriate di molte funzioni importanti, e’ davvero preoccupante e necessita di unita’ nella ‘battaglia’, cosa che peraltro mi sembra esserci”.

“Nella mia interrogazione – continua Toto – ho chiesto al Ministro, valutando e verificando l’essenzialità della presenza del tribunale attualmente operante, se non ritenga di considerare il permanere del tribunale nella città di Avezzano e, quindi, di accantonare ogni ipotesi di sua soppressione. Inoltre preciso al Ministro che rischia di perdere la propria autonomia la struttura amministrativa di Avezzano, comune di riferimento dell’intero territorio della Marsica che consta di circa centomila abitanti, terzo Tribunale d’Abruzzo per mole di lavoro tra gli otto in funzione, a parità con Chieti e subito dopo Pescara e Teramo (dati consultabili dal Ministero), intorno alla quale gravita gran parte dell’economia di Avezzano e della Marsica e che opera in un vasto territorio che va dalla provincia di Caserta a tutta la provincia dell’Aquila facendo lavorare migliaia di persone. Inoltre si deve testimoniare l’importanza che la città riveste nella geografia, anche giudiziaria, non solo per quello stesso territorio ma per l’intera regione, essendo la Marsica la “porta d’ingresso” per la zona centrale dell’Abruzzo dal versante occidentale e, dunque, anche da territori, quelli del basso Lazio e della Campania, tradizionalmente a maggior rischio di criticità sul piano della legalità, delle quali le attività giurisdizionali della sede tribunalizia avezzanese offrono molte conferme”.

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