Finisce in manette per rapina, ma al momento del colpo era in Romania

Una forte somiglianza e tanto è bastato per procedere al suo arresto. Non solo: Adrian Laurentiu Druta, il giorno in cui sarebbe stato visto insieme ad altri protagonisti di una rapina effettuata nella tarda serata del 6 settembre scorso, a Lanciano, riconosciuto da due inquilini dello stabile ove ha avuto luogo l’episodio criminoso, era a Tecuci in Romania, suo paese di nascita. Solo il giorno dopo, ossia il 7.9.2011, alle ore 23,00, l’arrestato è partito dalla Romania, in autobus, per giungere in Italia, a Pescara, alle ore 08,15 del successivo 9.9.2011.

E’ quanto tiene a precisare l’avv. Domenico Frattura del Foro di Lanciano, difensore di fiducia di Druta. Il cittadino romeno è stato arresto agli inizi di dicembre in relazione ad indagini svolte dalla Polstrada di Lanciano (vedi articolo), su direzione della Procura Frentana, inerenti numerosi furti perpetrati in città e nei comuni limitrofi. “Druta – dice il legale – si è da subito professato innocente ed ha ribadito la sua estraneità ai fatti contestati in ogni fase procedurale. Il riconoscimento, solo fotografico, sarebbe la conseguenza del fatto che costui assomiglia al vero rapinatore. Ho avanzato al G.I.P. presso il Tribunale di Lanciano un’istanza di scarcerazione dell’indagato (con, in subordine, la richiesta di concessione degli arresti domiciliari) allegando i risultati di indagini difensive aventi ad oggetto la raccolta della testimonianza di alcuni viaggiatori dello stesso autobus su cui ha viaggiato il Sig. Druta, nonché con la produzione del biglietto di viaggio acquistato dallo stesso e della lista passeggeri tra cui figura il nominativo dell’arrestato. Alla medesima istanza sono stati allegati altresì i documenti (CUD, buste paga e contratto di assunzione) comprovanti il fatto che il Sig. Druta, da quando è arrivato in Italia (circa 2 anni fa) ha sempre svolto onesta e regolare attività lavorativa. Nei prossimi giorni depositerò richiesta di incidente probatorio sia per fare accertare la presenza di impronte digitali e di capelli sul e nel cappello smarrito dal rapinatore in occasione dell’episodio criminale sopra richiamato, il tutto al fine di operare un confronto con le impronte ed il DNA del Sig. Druta, e sia per fare accertare la localizzazione del cellulare di quest’ultimo nella serata del 6 settembre scorso”. Un arresto che ha avuto dei riflessi personali non di poco conto, che l’avv. Frattura mette in evidenza: “A seguito dei gravi fatti contestatigli e della permanenza in carcere, Druta, oltre ad un ovvio e comprensibile stato di prostrazione, è stato anche lasciato dalla fidanzata ed ha avuto notizia che il proprio datore di lavoro (trattasi di piccola impresa edile), con molta probabilità, non lo farà rientrare a lavorare perché dubita della sua onestà e non intende avere problemi con la propria clientela”.

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