Tribunali, Pescasseroli vota annessione ad Avezzano. Il PSI abruzzese invita al dialogo per difendere i presidi di giustizia

Il Commissario straordinario del Comune di Pescasseroli, Antonio Oriolo, con delibera di Consiglio, ha prodotto istanza per far rientrare Pescasseroli nel territorio circondariale del Tribunale di Avezzano, sottraendo la competenza a quello di Sulmona qualora venisse soppresso. La delibera è stata prodotta in virtù della “riorganizzazione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari in fase di predisposizione da parte del Governo”, prevista dalla legge 148 del 2011 per la conversione del decreto legge n. 138 2011 sulla stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo. Fino al 1960 Pescasseroli ha fatto parte del circondario di Avezzano, mentre successivamente è stato compreso in quello di Sulmona, con tutte le difficoltà per gli utenti connesse al sistema viario. Per coprire il tragitto da Pescasseroli a Sulmona occorre un’ora e mezza, mentre per arrivare ad Avezzano bastano 45 minuti. Le facilitazioni deriverebbero anche dai collegamenti Arpa, con corse dirette da Pescasseroli fino ad Avezzano, mentre per arrivare a Sulmona bisogna cambiare autobus a Castel di Sangro e attendere la coincidenza per il capoluogo peligno. Pescasseroli è già accorpato ad Avezzano per i servizi Inps, Agenzia delle Entrate, Agenzia delle Dogane, Camera di Commercio, Inail e Sanità.

Intanto, il sindaco di Avezzano, Antonio Floris, chiama i colleghi della Marsica a fare gioco di squadra in difesa del Tribunale, a rischio smantellamento. Floris, che sulla questione ha già inviato una richiesta di incontro al ministro della Giustizia, chiede ai sindaci marsicani di dare un segnale di unità forte partecipando alla fiaccolata di venerdì prossimo, 23 dicembre. «Uniamo le forze per dire no alla chiusura del Tribunale, un avamposto di legalità e giustizia in un territorio ad alto rischio – dice Floris -. Alla manifestazione, mirata a sensibilizzare l’opinione pubblica di fronte al concreto pericolo di soppressione del Tribunale di Avezzano – aggiunge Floris – sarebbe importante la partecipazione di tutti i Comuni, attraverso la presenza del Gonfalone delle Città». Il corteo partirà da piazza della Repubblica intorno alle 18 e giungerà davanti al Tribunale di Avezzano, dove è previsto un breve comizio.

Auspica il dialogo tra le rappresentanze dei tribunali di Avezzano, Lanciano, Sulmona e Vasto il segretario regionale del Psi abruzzese, Massimo Carugno per dare maggiore forza alla difesa dei presidi di giustizia. “E’ ormai investita del crisma della fondatezza la notizia che la sopravvivenza, per i Tribunali in odore di soppressione – dice Carugno -, è di avere nel proprio territorio un soglia minima di 200.000 abitanti. Tale manovra di riordino e soppressione è prevista a cavallo tra gennaio e febbraio del 2012. Secondo questo criterio Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto perderanno tutte i loro Tribunali. Soprassedendo alle già note considerazioni, precedentemente svolte, sulla totale inopportunità di tale manovra e sui suoi criteri, è giunto il momento di darsi da fare davvero. Questa manovra così condotta merita di essere drasticamente interrotta. e la classe politica deve fare assolutamente la sua parte. Ma bisogna anche guardare ad altre opzioni. La vicenda assume toni di tale drammaticità e urgenza che alcune iniziative ispirate alla “mors tua vita mea” appaiono patetiche e scontate. Ora è il momento che tra Avezzano e Sulmona da una parte e Lanciano e Vasto dall’altra si avvii un dialogo per verificare se e quali linee di convergenza possano portare gli obiettivi ad essere comuni. Nessuna di loro pensi di essere più forte dell’altra. E questo dialogo deve essere indirizzato anche dalla politica abruzzese, tutta. Sarebbe estremamente opportuno che il Governatore di questa regione, spezzando quella coltre di angosciante silenzio che sino ad ora lo ha avvolto, prendesse per mano i 4 comprensori abruzzesi e  guidasse le categorie professionali, le amministrazioni comunali interessate, le cittadinanze nell’avvio e nella conclusione di questo lavoro di dialogo”.

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