Le ricerche concentrate nella pineta dannunziana

Sono riprese questa mattina in una zona impervia della riserva dannunziana di Pescara le ricerche di Roberto Straccia, il 24enne della provincia di Fermo scomparso mercoledì scorso nel capoluogo adriatico. Il comparto della pineta in cui si cerca oggi è chiuso al pubblico ed è composto da vegetazione fitta. Si trova in via Pantini, una zona frequentata da prostitute. Si sono addentrati nell’area i volontari della Protezione civile, l’associazione carabinieri in congedo, il Soccorso emergenza radio di Elice, coordinati da Volontari senza frontiere. E’ a disposizione sul posto anche ‘Mylo’, il labrador arrivato da Foggia con i conduttori del “K 9 sar Italia” del dipartimento di medicina legale dell’Università di Foggia. Il cane è in grado di rilevare tracce ematiche cadaveriche (è stato utilizzato per il caso Mafrolla a Vieste e per le gemelline svizzere) e sarà utilizzato solo nel caso in cui dovessero essere rinvenute tracce di sangue.

L’unica ipotesi possibile è che il giovane sia stato rapito. Come si diceva, le ricercano si concentrano nella pineta della Riserva dannunziana del capoluogo adriatico perché lì un testimone avrebbe visto Roberto due giorni dopo la scomparsa. L’uomo, un operaio impegnato in alcuni lavori di manutenzione, infatti, avrebbe notato il giovane spostarsi all’interno del parco, con indosso non l’abbigliamento sportivo di cui si è parlato in questi giorni ma vestiti normali.

A confermare la presenza di Straccia nella zona della pineta, ci sono anche le tracce fiutate dai cani molecolari, in grado di rintracciare piccolissime molecole appartenenti alla persona da trovare. A partire dal punto del lungomare Sud in cui il 24enne è stato ripreso l’ultima volta dalle telecamere di sorveglianza (vedi foto in alto a sinistra), infatti, i segugi, che in un primo momento avevano guidato le forze dell’ordine verso Nord, fino a piazza Primo maggio, hanno seguito i segni del giovane, arrivando proprio alla pineta. Pur non essendo possibile datare tali tracce, a quanto si apprende le autorità ritengono che esse possano risalire alla data della scomparsa, perché il giovane nei giorni precedenti non avrebbe fatto footing. I sub del Nucleo Sommozzatori dei Carabinieri di Napoli, dopo aver scandagliato parzialmente, il laghetto della pineta, stanno proseguendo nelle attività, mentre continuano le ricerche a 360 gradi delle forze dell’ordine pescaresi. I militari dell’Arma non escludono nessuna pista e nelle prossime ore faranno anche gli accertamenti del caso su uno scaldacollo che è stato trovato e che potrebbe appartenere a Roberto.

Gli amici di Roberto pensano, dopo tutti questi giorni, che il giovane possa avere avuto un malore. Ne parlano come “un ragazzo riservato” con uno stile di vita sano, visto che “correva, giocava a pallone, non fumava”. E sono attivi in prima persona nelle ricerche, anche in rete. Su Facebook è stata infatti creata una pagina per raccogliere qualunque informazione sulla scomparsa del ragazzo.

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