Omicidio di Francavilla a mare: arrestato 18enne di Chieti

Poche ore per risalire al presunto assassino di Silvia Elena Manastireanu, 20 anni, frutto di un’indagine rapida e meticolosa. Il tempo necessario ai carabinieri di poter effettuare alcune verifiche, soprattutto nel giro di clienti che la giovane, di professione prostituta, aveva frequentato nelle ore antecedenti il suo assassinio. Luca D’Alessandro, 18 anni, era in casa dei nonni a Francavilla a mare, quando è stato raggiunto dagli uomini dell’Arma. Lì i carabinieri hanno trovato 1400 euro in contanti, dei dollari messicani, il passaporto di Silvia e persino quello del barboncino della giovane, arrivato in aereo in Italia. E poi le chiavi dell’appartamento, che ieri non erano stati rinvenuti in via Monte Sirente. C’erano anche i cellulari della bella cittadina romena: tre in tutto, tutti attivi. Luca, al momento del fermo, non ha parlato, non ha ammesso nulla, non ha spiegato neppure perché avesse un graffio addosso, segno della breve collattuzione con Silvia. Le prove contro di lui, però, sono schiaccianti. Le hanno mostrate stamattina i carabinieri in conferenza stampa svoltasi nella sede del comando provinciale. Insieme al comandante Giuseppe Cavallari,  il Comandante della Compagnia di Chieti, Mancini, il Capitano Mazzotta, comandante del reparto operativo, e il Luogotenente Solimini, hanno raccontato come si è giunti al giovane di Chieti, studente in una scuola di recupero, con qualche precedente per ubriachezza e uno di carattere amministrativo per droga. Nulla di più. Apparentemente un ragazzo come tanti altri.

Perché abbia ucciso è ancora da capire. Certo, i 1400 euro trovati in casa dei nonni fanno intuire che abbia strangolato Silvia, per rapina: manca, però, la dinamica dell’omicidio, che è stato efferato. Un assassinio che è avvenuto venerdì sera, tra le 22 e la mezzanotte. Una risposta più precisa arriverà dall’autopsia che il dottor D’Ovidio eseguirà domani. Ma che il lasso di tempo sia quello lo lascia pensare il fatto che Il telefono della vittima ha squillato poco dopo le 22: dall’altra parte del filo una zia di Silvia, che abita nello stesso stabile di via Monte Sirente. La nipote non ha risposto, la parente, però, non si è preoccupata. Ha sospettato qualcosa solo il mattino successivo, quando ha riprovato con insistenza. E non solo ai cellulari. E’ andata a bussare più volte a casa di Silvia, senza ricevere risposta. Allora ha dato l’allarme. Sono dovuti intervenire i vigili del fuoco per poter entrare in casa, da una finestra: la porta dell’appartamento, infatti, era chiusa. Le chiavi le aveva portate via con se Luca. Silvia era nella sua camera da letto, distesa senza vita vicino al letto e nuda. Da quel momento in poi è stata una corsa contro il tempo per risalire al giovane, che ora, su ordine del sostituto procuratore della Repubblica di Chieti, Marika Ponziani, è stato associato nel carcere teatino di Madonna del Freddo. Le accuse sono pesanti: omicidio e rapina aggravata.

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