Pronta la soluzione per salvare i tribunali di Lanciano e Vasto

Una ipotesi alternativa per evitare che i tribunali di Lanciano e Vasto vengano soppressi. Una proposta sulla quale saranno chiamati a ragionare il prossimo 5 gennaio, alle ore 16:30, presso il Palazzo degli Studi del capoluogo frentano, i sindaci di Lanciano e Vasto, Mario Pupillo e Luciano Lapenna, i presidenti dei tribunali delle due città, Ciro Riviezzo e Antonio Sabusco, i procuratori capo Francesco Menditto e Francesco Prete, il presidente dell’ordini forensi, Sandro Sala e Nicola Artese, il presidente della Camera Penale di Lanciano, Alessandro Troilo, il Presidnete della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, l’on. Gianfranco Tenaglia, i senatori Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano, nonché i componenti della Consulta per la salvaguardia del Tribunale di Lanciano, formata il 5 dicembre scorso dall’amministrazione comunale. Del tavolo tecnico fanno parte oltre al primo cittadino Pupillo, al presidente Riviezzo, al procuratore Menditto, al presidente Sala, Marco Di Domenico, in rappresentanza della minoranza in Consiglio comunale, Giacomo Nicolucci, della Camera penale frentana, Angela Nigro, della segreteria del consiglio dell’ordine forense di Lanciano, Angelo Allegrino, della Confcommercio, Enzo Giammarino, della Confesercenti e Claudio Castellano, rappresentante dei dipendenti del tribunale.

Ma qual è la proposta? Secondo indiscrezioni, si sarebbe trovata una valida soluzione da proporre al ministero della Giustizia che, tenendo conto delle reali esigenze del Sangro-Aventino e del Vastese, risponderebbe meglio alla domanda di giustizia di quei territori. In effetti, la strada tracciata garantirebbe la presenza di presidi di legalità a servizio di aree industriali tra le più importanti del Mezzogiorno (Val Sinello, Val di Sangro, Val Trigno, l’area portuale di Punta Penna) nonché per contrastare le infiltrazioni criminali. Non solo. L’ipotesi ha considerato pure le esigenze provenienti dai centri più lontani dell’entroterra. La soluzione prospetta, infatti, porterebbe alla creazione di un unico tribunale Lanciano-Vasto. La sede del nuovo circondario insisterebbe nel cuore della città di Lanciano, nel complesso del Palazzo degli Studi, messo gratuitamente a disposizione dall’amministrazione comunale. La nuova collocazione, insieme a quella che già ospita in via Fiume gli uffici giudiziari, garantirebbe gli spazi necessari per ospitare tutti i servizi. A Vasto, permarrebbe un presidio della procura della Repubblica, di polizia giudiziaria e di altri servizi da individuare. Il progetto prevede ulteriori risparmi: concentrando nelle strutture comunali gli uffici del Giudice di Pace e dell’ufficio unico notifiche, i cittadini di Lanciano risparmierebbero 80 mila euro l’anno.

Intanto a Sulmona, il prossimo 4 gennaio, dalle ore 10 alle 13, in piazza Garibaldi, si terrà un volantinaggio per protestare contro la paventata soppressione del Tribunale di Sulmona. A comunicarlo è Gabriele Tedeschi, presidente del Consiglio territoriale dell’ordine forense, il quale in una nota informa che contemporaneamente, in piazza del Carmine, sarà allestito un gazebo per la raccolta firme a supporto dell’iniziativa. L’attività degli avvocati sulmonesi scaturisce dal rischio che nel corso della riorganizzazione dell’assetto territoriale degli uffici giudiziari, in fase di predisposizione da parte del Governo, così come previsto dalla legge n. 148 del 2011 di conversione del decreto legge n. 138 del 2011 sulla stabilizzazione finanziaria e lo sviluppo, il Tribunale di Sulmona possa essere soppresso.

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