Mario Straccia a Italia sul Due: “Me lo hanno preso”

“Me lo hanno preso!”. Lo ha ripetuto oggi pomeriggio nel corso della trasmissione Rai, Italia sul Due, Mario   Straccia. Per il papà di Roberto, scomparso misteriosamente da 20 giorni, non ci sono dubbi. In collegamento da Pescara, dall’appartamento doveva viveva il figlio, in via Teofilo D’Annunzio, che il giovane di 24 anni, studente presso l’Università del capoluogo adriatico divideva insieme ad altri tre coinquilini, rilancia l’idea del rapimento. Nessun allontanamento volontario, assolutamente nulla di particolare nella vita del giovane che possano indicare, per lo meno ipotizzare altri motivi. Non c’è pace per Mario. Le telecamere inquadrano la stanza di Roberto: si soffermano sui poster piccoli e grand esposti qua e là sulle pareti. S’intravedono Totò, Charlie Chaplin, Benigni e Troisi. Immagini che sembrano appartenere ad un giovane di quell’età e di questi tempi. Dalla carrellata viene fuori il quadro dipinto da amici e conoscenti dal 14 dicembre scorso, giorno della scomparsa di Roberto, che raccontano di uno studente tranquillo, desideroso di terminare i suoi studi e di mettere in cantiere i suoi progetti. Papà Mario scava tra i ricordi, gli ultimi vissuti dal figlio: la partecipazione ad una festa di laurea di un amico ad Ancona, il rientro a Pescara, le telefonate con gli amici e i preparativi per il Capodanno a Moresco, il paese in provincia di Fermo dove vive la famiglia Straccia. “Alla sorella Lorena aveva chiesto di preparare un dolce per il nuovo anno. Ma voleva assaggiarla prima di presentarla il 31 dicembre”. Insomma, nulla di nulla che possa far pensare che Roberto se ne sia andato.

In studio c’é Michele Giuttari, ex capo della mobile di Firenze, che per anni ha dato la caccia al ‘Mostro di Firenze’ . Ascolta papà Mario, segue con attenzione i servizi che la redazione propone per ricostruire la vicenda. Poi dice la sua: “Bisogna analizzare bene quanto avvenuto negli ultimi mesi, sia per quanto riguarda l’attività del padre (titolare di una piccola impresa agricola, ndr), che tra gli amici di Roberto – dice l’ex poliziotto -. Conosco Pescara, ho insegnato per qualche tempo lì quando in quella città c’era la scuola per la formazione della polizia giudiziaria. E’ una città che non gira la testa dall’altra parte quando c’è qualcosa – aggiunge Giuttari, che esclude che possa essere capitato qualcosa al giovane uscito di casa per per fare footing nella pineta dannunziana -. Gli inquirenti l’avrebbero già scoperto”.

Oggi intanto, sollecitata dal sindaco Arbore Mascia, c’è stato un vertice in Procura, a Pescara, per fare il punto delle ricerche e organizzare le nuove. Alla riunione hanno partecipato il Prefetto Vincenzo D’Antuono, il questore Paolo Passamonti, il comandante provinciale dei Carabinieri, Galanzi, il comandante del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza, tenente colonnello Roberto Di Mascio. Presenti anche i sindaci di Pescara, Mascia e di Moresco, Amato Mercurio, i coordinatori della Protezione Civile. La procura ha nominato un consulente che dovrà esaminare tutto il materiale informatico e telefonico acquisito dai carabinieri che indagano sulla scomparsa di Roberto. Si tratta di Fabrizio Davide, di Chieti, ingegnere informatico. Il perito avrà il compito di esaminare i tabulati telefonici che riportano le chiamate fatte e ricevute da Roberto nell’ultimo mese e tutto ciò che è emerso dai riscontri effettuati sui due indirizzi di posta elettronica, sulle chat, su facebook e nei files del computer dello studente.

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