Tribunali minori, Lanciano e Vasto si allontanano

Ci si aspettava un confronto, invece, a Palazzo degli Studi il faccia a faccia tra magistrati, avvocati e politici di Lanciano e Vasto non c’è stato. L’unico a far capolino nel capoluogo frentano è stato Nicola Artese, presidente dell’ordine forense di Vasto, che per un disguido (non gli è stata indicata l’aula dove si riuniva la Consulta per la salvaguardia del Tribunale di Lanciano, ndr) ha fatto ben presto ritorno nella città adriatica. Alquanto irritato. L’incidente si è risolto con dopo una telefonata chiarificatrice con il sindaco di Lanciano, Mario Pupillo.

Ma non è stata l’unico inconveniente, per amor del vero. Il primo cittadino frentano, il 2 gennaio scorso, aveva invitato a Lanciano il presidente del tribunale di Vasto, Antonio Sabusco, il procuratore capo Francesco Prete, il sindaco Luciano Lapenna, il Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, l’on. Gianfranco Tenaglia, i senatori Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano. Tranne Di Giuseppantonio, nessuno si è presentato nell’edificio di Corso Trento e Trieste. Anzi, da Vasto con una nota dell’amministrazione comunale ha fatto sapere che “nella seduta del 3 gennaio, la giunta comunale ha approvato un progetto di fattibilità per i lavori di ampliamento, ristrutturazione e riqualificazione degli uffici giudiziari di Via Bachelet. Una cittadella giudiziaria in grado di ospitare, con quello di Vasto, anche il tribunale di Lanciano. L’area, già dotata di parcheggi, è vicina a commissariato, polizia stradale, poste centrali, sede dell’Inps. Lo studio di fattibilità prevede un importo di 533.122 euro e sarà finanziato con un mutuo. Il progetto – dicono ancora dal palazzo di città – è stato approvato d’intesa con il Consiglio dell’Ordine forense locale, che intende dotare il territorio di un centro di vitale importanza per l’economia. La struttura diverrebbe così punto di riferimento di tutti i comuni della zona”.

Dunque, un posizione alternativa all’ipotesi preparata dalla Consulta frentana, che rientra, invece, nella logica dell’abbattimento dei costi, così come auspicato dal ministero della Giustizia e da quello delle Finanze. La soluzione prospetta, ben articolata dopo un lavoro che è durato un mese,  porterebbe alla creazione di un unico tribunale Lanciano-Vasto.

La sede del nuovo circondario insisterebbe nel cuore della città, nel complesso del Palazzo degli Studi, messo gratuitamente a disposizione dall’amministrazione comunale. La nuova collocazione, insieme a quella che già ospita in via Fiume gli uffici giudiziari, garantirebbe gli spazi necessari per ospitare tutti i servizi. A Vasto, permarrebbe un presidio di legalità (un ufficio di procura, una sezione di polizia giudiziaria e di altri servizi da individuare), anche se a decidere in merito sarà il ministero di via Arenula.

Certo, alla luce di quanto deciso repentinamente dall’amministrazione comunale di Vasto, le posizioni sembrano lontane. Sarebbe un autentico delitto mantenerle se dettate da pure logiche campanilistiche. “Abbiamo guardato molto al risparmio, che si aggira sui 250 mila euro l’anno – ha detto il sindaco Pupillo a termine della seduta della Consulta, alla quale hanno preso parte il presidente del tribunale di Lanciano, Ciro Riviezzo, il procuratore capo Francesco Menditto, l’avvocato Carlo Paone, membro dell’ordine forense frentano in sostituzione del presidente Sandro Sala, Giacomo Nicolucci, della Camera penale frentana, Angela Nigro, della segreteria del consiglio dell’ordine forense, il Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, il consigliere provinciale Paolo Sisti, Marco Di Domenico, in rappresentanza della minoranza in consiglio comunale, Angelo Allegrino, presidente della Confcommercio della Provincia di Chieti, Claudio Castellano, rappresentante dei dipendenti del tribunale -. Dai sette edifici attualmente occupati tra Lanciano e Vasto passeremo a due – precisa Pupillo -. Credo che su questa base il ragionamento si possa sviluppare e trovare l’intesa. Convocheremo un nuovo incontro con i rappresentanti politici, delle istituzioni e degli avvocati vastesi la prossima settimana”. Il tempo stringe e il progetto dovrà essere inviato alla valutazione del ministero di Giustizia quanto prima. Con o senza Vasto.

“Mi sembra che questa soluzione sia molto interessante – ha detto il presidente della Provincia, Di Giuseppantonio, lasciando il Palazzo degli Studi -. D’altro canto il consiglio provinciale si è espresso all’unanimità in difesa dei due presidi di Lanciano e Vasto e l’ipotesi di vederle insieme rafforza la nostra volontà politica nell’interesse del territorio. Anche perché, pensare che gli uffici dei due tribunali possano finire a Chieti mi pare oggettivamente difficile: il capoluogo teatino è, al momento, senza una propria sede giudiziaria”.

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