I passionisti di San Giovanni in Venere piangono la scomparsa di padre Giovanni Maria

Nella comunità religiosa dei padri passionisti di San Giovanni in Venere è venuta recentemente a mancare la cara esistenza di padre Giovanni Maria, al secolo Pantaleone Lanci. Il religioso, deceduto lo scorso 10 dicembre alla veneranda età di 91 anni a causa di una improvvisa emorragia cerebrale, era nato a Guastameroli di Frisa il 27 febbraio 1920 da Nicola e Clorinda Vespucci. Padre Giovanni Maria dedica tutta la sua esistenza al servizio della Chiesa, ricoprendo importanti ruoli nel suo istituto e svolgendo molte missioni popolari e corsi di esercizi spirituali in varie località d’Italia. Nel 1933 entra nel seminario minore passionista di San Marcello (Ancona).

Tra il 1937 e il 1938 svolge il noviziato a Morrovalle (Macerata) al termine del quale, il 22 settembre del 1938, emette i voti religiosi. L’ordinazione sacerdotale avviene il 16 luglio del 1944 nella Basilica dei santi Giovanni e Paolo a Roma. I suoi studi proseguono nella Capitale presso l’Università di san Tommaso d’Aquino, meglio conosciuta come l’Angelicum, dove si laurea in filosofia, materia che in seguito insegnerà al liceo di Madonna della Stella (Perugia). In questo luogo, celebre santuario mariano, padre Giovanni Maria svolge negli anni Sessanta anche l’ufficio di direttore degli studenti. Come accennato in precedenza, egli riceve dai superiori maggiori l’incarico di rettore in diversi conventi dell’Italia centrale e tra questi anche a San Giovanni in Venere. Quando amministra l’abbazia di Fossacesia ha il gravoso compito di ricostruire il convento quasi completamente distrutto dai bombardamenti della 2ª Guerra Mondiale. Nonostante le gravi difficoltà economiche egli riesce nell’intento di portare a termine la riedificazione del convento, senza il quale i passionisti difficilmente sarebbero rimasti a San Giovanni in Venere. Successivamente padre Giovanni Maria riceve l’incarico di direttore del Centro Professionale di Cesta di Copparo, presso Ferrara. Nel corso della sua lunga esistenza, pubblica diversi suoi studi, in particolare sulla storia dell’abbazia e sulla Passione di Cristo, opere molto apprezzate da laici e religiosi. Per un certo periodo padre Giovanni Maria assume anche l’ufficio di parroco nella parrocchia di Pretola, piccolo centro nei pressi di Perugia. Stando nel convento di Montescosso (Perugia) padre Giovanni Maria scrive lettere molto interessanti al cugino passionista padre Domenico Lanci, nel periodo in cui quest’ultimo era superiore a Moricone (Roma). Una di queste potrebbe essere considerata il suo testamento spirituale. «La sua vocazione – spiega padre Domenico – è nata dalla grande venerazione che egli nutriva nei confronti del fratello maggiore Giovannino, seminarista esemplare morto prematuramente all’età di diciotto anni, sul quale scrive e pubblica una preziosa biografia. Poi i superiori lo trasferiscono di nuovo nella sua amata abbazia di San Giovanni in Venere, dove trascorre gli ultimi anni nella preghiera e nello studio. Considerando la sua lunga esistenza terrena, trascorsa tra studio, lavoro e predicazione, si adattano perfettamente a padre Giovanni Maria – sottolinea il cugino padre Domenico – le parole di Paolo apostolo ai Romani: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore mi consegnerà”. In una delle lettere che mi inviò a Moricone, Giovanni Maria confida il suo profondo attaccamento alla vocazione passionista e il suo essere assolutamente sereno e pronto alla morte che vedeva ormai approssimarsi. Sulla sua totale consacrazione alla vita religiosa diceva di aver lasciato “tutto”, ma di aver trovato “più di tutto”. La sua morte – conclude padre Domenico – ha coinciso incredibilmente con l’ottantesimo anniversario della morte del fratello Giovannino».

La scomparsa di padre Giovanni Maria Lanci, uomo di grande carica umana e levatura culturale, lascia sicuramente un vuoto incolmabile nella comunità dei passionisti e tra le tante persone che lo hanno amato e stimato.

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