Tribunali minori, gli avvocati vastesi dicono no alla soluzione Lanciano

Un no secco all’ipotesi di unificare i tribunali di Lanciano e Vasto, con sede unica per i due presidi a Lanciano, arriva dal presidente dal Presidente del Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vasto, Nicola Artese.

La porta si chiude in faccia alla proposta elaborata dalla Consulta per la salvezza del Tribunale di Lanciano voluta dal sindaco Mario Pupillo e istituita il 5 dicembre scorso. Per ieri, 5 gennaio, a Palazzo degli Studi, il primo cittadino frentano, con invito partito il 2 gennaio, aveva convocato un incontro con il sindaco Luciano Lapenna, i presidenti dei tribunali delle due città, Ciro Riviezzo e Antonio Sabusco, i procuratori capo Francesco Menditto e Francesco Prete, il presidente dell’ordini forensi, Sandro Sala e Nicola Artese, il presidente della Camera Penale di Lanciano, Alessandro Troilo, il Presidente della Provincia, Enrico Di Giuseppantonio, l’on. Gianfranco Tenaglia, i senatori Giovanni Legnini e Fabrizio Di Stefano, nonché i componenti della Consulta per illustrare la proposta che, si sperava, avrebbe potuto accogliere il consenso della rappresentanza vastese. L’invito di Pupillo  Ma che le trattative sarebbero potute naufragare sul nascere, lo si è capito il giorno seguente la convocazione dell’incontro a Lanciano. La giunta comunale vastese, infatti, ha deliberato un progetto per quella che è stata definita una ‘cittadella giudiziaria’ in via Bachelet, che prevede lavori di ampliamento, ristrutturazione e riqualificazione degli uffici giudiziari di Vasto, in grado di ospitare anche il tribunale di Lanciano. Lo studio di fattibilità prevede un importo di 533.122 euro e sarà finanziato con un mutuo. Progetto che, tra l’altro, è stato approvato dalla giunta Lapenna d’intesa con il Consiglio dell’Ordine forense locale. Una decisione veloce, da frapporre a quella di Lanciano, evidentemente. Ieri, comunque, il presidente Artese è arrivato a Palazzo degli Studi, ma per un disguido non è riuscito ad aggregarsi alla Consulta e prendere visione della ipotesi di unificazione preparata dai colleghi frentani.

“La mia partecipazione alla riunione pubblica indetta dal Presidente era volta chiarire che il metodo usato non è  condivisibile e non può essere accettato – spiega in un nota il presidente Artese -. Mio malgrado, non mio malgrado non ho potuto partecipare, unitamente al consigliere segretario avv. Vittorio Melone, semplicemente in quanto nel luogo e all’ora prevista, nonostante l’attesa del quarto d’ora “accademico”, non rinvenivo nessuno La proposta che doveva essere resa pubblica oggi (ieri per chi legge), è stata anticipata dagli organi di stampa ma mai comunicata al Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Vasto e al Sindaco di Vasto. Non possiamo essere considerati dei “convitati di pietra” e non possiamo accettare che si prendano delle decisioni che ci riguardano senza mai essere stati coinvolti. Il Consiglio dell’Ordine degli avvocati di Vasto e il Sindaco di Vasto stanno portando avanti un progetto da presentare al Ministro di Giustizia che prevede l’ampliamento della struttura, operata anche mediante un più ottimale sfruttamento degli spazi interni, creando una cittadella giudiziaria funzionale al servizio dei cittadini capace di ospitare gli uffici in caso di unione dei due Tribunali. Non si devono, tra l’altro,  mettere al primo posto esclusivamente i risparmi di spesa sulla struttura, poiché si farebbero proprie quelle logiche sempre contestate dall’avvocatura. I Tribunali e le Procure devono essere collocati dove è più necessaria la presenza del presidio giudiziario, in maniera oggettiva e al di fuori di logiche campanilistiche”.

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