8 gli abruzzesi a bordo del Costa Concordia scampati al naufragio

Ci sono anche almeno otto abruzzesi a bordo della nave Costa Concordia, affondata ieri sera davanti all’isola del Giglio con un bilancio, finora, di tre morti e 14 feriti. Tre sono di Pescara, due della Marsica, due di Lanciano e un’altra di Castel di Sangro, un membro dell’equipaggio. Secondo le informazioni pervenute, stanno tutti bene.

La nave stava effettuando una crociera nel Mediterraneo, partita da Savona con scali previsti a Civitavecchia, Palermo, Cagliari, Palma, Barcellona, Marsiglia e ritorno a Savona. Tra le 4.231 persone a bordo compresi i componenti dell’equipaggio, a bordo c’erano un migliaio di turisti italiani, oltre 500 tedeschi e circa 160 francesi. 
Secondo la prima ricostruzione, la nave ha urtato uno scoglio intorno alle 21,40 di ieri durante la cena: i passeggeri hanno sentito prima un boato e poi è saltata la corrente elettrica. Ora la nave è adagiata su un fianco con un’inclinazione di oltre 80 gradi e presenta sulla fiancata sinistra uno squarcio lungo almeno 70 metri.

Intanto, arrivano le prime testimonianze degli abruzzesi che erano sulla nave da crociera: tra di loro c’è Valentino De Ascentis di San Benedetto dei Marsi che era salito sulla nave insieme alla fidanzata Mariangela di Genova. De Ascentis ha parlato di scene drammatiche con gente che solo con grandi difficoltà è riuscita a raggiungere le scialuppe di salvataggio. Qualcuno si è anche tuffato in mare. 
Tra i membri dell’equipaggio, poi, c’è anche Rosanna Teoli, originaria di Cassino ma residente a Castel di Sangro: è assunta alla Costa Concordia come animatrice. Un’esperienza drammatica anche per lei che sta bene e ha raggiunto la zona degli alberghi che ospiteranno gli scampati al naufragio.

Le tre pescaresi a bordo, tutte donne, sono parrucchiere ed estetiste: si tratta di Barbara Antelmi e della sorella Cinzia, 36 e 34 anni, del negozio di parrucchiere Easy Chic in via Milano, e Teresa D’Aiello, titolare del centro estetico Passione estetica attiguo al negozio di parrucchiere. Le tre erano partite da Civitavecchia per seguire, a bordo della nave, un corso di formazione per partecipare a un reality show “Professione lookmaker” di Francesca Rettondini. “Sono sconvolte, piangono ma stanno bene”, racconta Rosalba Finocchio, dipendente dell’attività che ha sentito le sue amiche per telefono, “ieri sera hanno sentito un boato mentre cenavano e hanno subito cercato di prendere i giubbotti ma sono rimaste in acqua per ore e sono arrivate a terra alle 8 di questa mattina. E’ stato peggio del Titanic”.
A bordo anche il parrucchiere lancianese Silvio Luciani, residente nella frazione di Villa Andreoli, in viaggio con un’altra lancianese di cui si conosce soltanto il nome di battesimo, Alessia. Luciani, parrucchiere del salone Hair Fantasy, ha telefonato ai suoi amici e ha raccontato la tragedia: “Ora sto bene, ma non ho più niente. Soltanto una coperta addosso”, così ha detto agli amici.

Tra i passeggeri della Costa Concordia ci sono, poi, anche due molisani, da anni residenti a Sydney. Lo riferisce all’Ansa Anna Carmen Perrella, consigliere regionale dei Molisani nel mondo. Luigi Di Lazzaro e la moglie Denise, originari di Cantalupo nel Sannio (Isernia), si erano imbarcati sabato scorso per una crociera che per loro si sarebbe conclusa con l’arrivo al porto di Savona. Le loro condizioni, riferisce Perrella, non sono gravi, anche se al momento si trovano in ospedale per accertamenti e per un evidente stato di choc. Prima di partire in crociera la coppia era stata in Molise per incontrare amici e parenti che si trovano tra Bojano e Cantalupo. 
E c’è anche chi avrebbe cominciato a preparare i bagagli tra pochi giorni per imbarcarsi, in crociera, venerdì prossimo, proprio sulla nave Costa Concordia: Mimmo Fonzi, dell’Aquila, e la moglie si sarebbero imbarcati a Civitavecchia, in un viaggio organizzato insieme ad altri aquilani. “Saremmo stati una cinquantina”, spiega, “avevamo organizzato tutto con l’agenzia di viaggi”. Fonzi racconta di aver appreso questa mattina dalla televisione della tragedia avvenuta in mare: “Cosa ho pensato? Meno male che non eravamo a bordo. Credo sia normale averlo pensato”.

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