19 chili di hashish nascosti in auto: 4 arresti. Furto di rame, in 7 finiscono in manette

Quattro persone sono state arrestate dai carabinieri di Chieti a Sambuceto per detenzione a fini di spaccio di stupefacenti di 19 chili di hashish. Gli arrestati sono: Francesco Di Reda, 32 anni, commerciante ambulante, Vincenzo Di Lorenzo (35), imprenditore e contitolare di una ditta che produce taralli, di un suo dipendente, Gianfranco Garofalo (44), tutti di Cerignola (Foggia), e Luca Cavallito (38), di Montesilvano (Pescara), ex calciatore di categoria minori. I tre primi sono stati notati dai carabinieri, coordinati dal capitano Livio Lupieri, comandante della Compagnia dei carabinieri di Chieti, che ha illustrato l’operazione questa mattina nel corso di una conferenza stampa. Nel corso di un appostamento, i carabinieri hanno notato in particolare un trasporto, da un’auto all’altra di uno scatolone che almeno all’apparenza avrebbe dovuto contenere taralli. In realtà dietro i pannelli dell’ di Cavallito i militari hanno rinvenuto 200 panetti di hashish. Trovati complessivamente una ventina di cartoni, identici a quelli con cui veniva trasportato l’hashish, che contenevano i taralli prodotti dalla ditta di Di Lorenzo. Lo stupefacente proveniente dalla Puglia sarebbe stato messo sul mercato da Cavallito nell’area metropolitana Chieti – Pescara: la vendita al dettaglio avrebbe fruttato circa 150 mila euro. I quattro sono stati rinchiusi nel carcere di Chieti. Le indagini, finalizzate ad appurare l’originaria provenienza dello stupefacente, sono coordinate dal sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca.

A Francavilla a mare la notte scorsa i carabinieri hanno fermato in flagranza 7 persone di cui 2 italiani, 4 romeni ed un bulgaro, per furto di cavi in rame a Bolognano e Penne, in due distinte operazioni dei carabinieri. Al termine della prima, condotta da personale della compagnia di Penne, sono finiti in carcere tre romeni ed un bulgaro che a bordo di una monovolume Renault Espace, nel tentativo di fuggire, hanno speronato le autovetture dell’Arma e cercato di investire i militari intervenuti a cinturare l’area. Recuperati 1.200 chilogrammi di cavi elettrici in rame, per una lunghezza di circa 2 chilometri ed un danno economico stimato in 40.000 euro rubati dall’impianto fotovoltaico di proprietà dell’impresa «R.P. Energy S.R.L.». Nella seconda operazione, dei carabinieri di Popoli, sono stati arrestati due italiani, padre e figlio, ed un romeno. In un furgone Renault Master è stata trovata una bobina di cavi in rame del peso complessivo di 200 chilogrammi, rubata nella Centrale Enel di Piano d’Orta. Nella prima operazione sono rimasti feriti in modo lieve due carabinieri.

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