Una paladina contro le trivellazioni petrolifere in Abruzzo

“Sono molto dispiaciuta che il problema delle trivellazioni petrolifere nel nostro territorio sia stato evidenziato in parlamento da due senatori siciliani mentre l’amministrazione Chiodi sembra insensibile”. Lo ha affermato Maria Rita D’Orsogna, docente presso la California State University di Northridge (in California, appunto), la quale sta appoggiando la conclusione dell’iter per la perimetrazione del Parco della Costa Teatina e la lotta contro le prospezioni degli idrocarburi in Abruzzo ed in altre parti d’Italia. La Prof.ssa D’Orsogna domani sarà sentita dalla Commissione Ambiente e Industria del Senato e denuncerà le incomprensibili agevolazioni, tra incentivi e royalties, che vengono garantite in Italia per un’industria altamente impattante quale quella petrolifera. Un petrolio e un gas di qualità scadente, quello “abruzzese”, le cui quantità sono irrisorie, che scaricano gli innumerevoli e costosissimi impatti ambientali su tutta la collettività e sulle generazioni future.”In particolare – afferma la scienziata ricercatrice – la legge Chiodi ha cancellato la dicitura “idrocarburi liquidi” permettendo le ricerche di gas che, comunque, consentirebbero di trovare petrolio”. “È il Parco delle Nebbie quello della Costa Teatina – aggiunge la D’Orsogna cambiando argomento – che rischia l’arenarsi della procedura di perimetrazione per il cambio ministeriale. Domani, con l’occasione dell’audizione, consegnerò al Ministro Clini una lettera di sollecito per la conclusione dell’iter”.

In bocca al lupo Maria Rita!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *