Giudici di Pace, pronto lo schema che sopprime 28 uffici in Abruzzo

Celano, Civitella Rovero, Pescina, Tagliacozzo, Francavilla al mare, Guardiagrele, Lama dei Peligni, Orsogna, Ortona, Atessa, Casoli, Villa Santa Maria, Capestrano, Montereale, Penne, Pianella, San Valentino in Abruzzo Citiriore, Castel di Sangro, Pratola Peligna, Atri, Campli, Giulianova, Montorio al Vomano, Nereto, Notaresco, Casalbordino, Castiglione Messer Marino, Gissi. Sono questi gli Uffici del giudice di pace che dovranno essere soppressi in Abruzzo in base allo Schema di Decreto Legislativo recante: “Revisione delle circoscrizioni giudiziarie – Uffici dei giudici di pace, a norma dell’articolo 1, comma 2, della legge 14 settembre 2011, n. 148”.

Lo schema dovrà passare al vaglio del consiglio dei ministri per essere approvato. In base al decreto, “il personale amministrativo in servizio presso gli uffici soppressi del giudice di pace viene riassegnato in misura non inferiore al 50 per cento alla sede di tribunale o di procura limitrofa e, nella restante parte, all’ufficio del giudice di pace presso il quale sono trasferite le relative competenze”.

Nella relazione del ministro della Giustizia, che accompagna lo schema delle revisioni delle circoscrizioni giudiziarie, è scritto che “i criteri direttivi indicati dal legislatore per attuare l’operazione di riduzione degli uffici del giudice di pace sono, in particolare, quelli di cui all’art. 1, comma 2, lett. l) della legge delega; tale norma prevede che venga previamente operata, relativamente gli uffici in parola, una specifica analisi dei costi rispetto ai carichi di lavoro.

L’attuale assetto territoriale di tale tipologia di uffici, istituiti con legge 21 novembre 1991, n. 374, risulta, infatti, caratterizzato da un’elevata articolazione delle sedi giudiziarie e determina nel complesso un’eccessiva frammentazione delle risorse umane e strumentali allo stato disponibili per l’Amministrazione della giustizia, ancor più evidente se rapportata agli effettivi carichi di lavoro ed alle esigenze operative degli altri uffici giudiziari. Ed invero, l’attuale struttura degli uffici in oggetto può essere così sinteticamente rappresentata: 846 uffici del Giudice di Pace, di cui 4 sedi distaccate: a) 165 uffici presso sedi circondariali; b) 681 uffici presso sedi non circondariali; 4.690 giudici distribuiti su una dotazione organica di 4.700; 12 unità del personale dirigenziale (tutte presso uffici circondariali); 4.125 unità di personale amministrativo assegnato in pianta organica, così distinte: a) 439 del personale dell’Area III; b) 2738 del personale dell’Area II; c) 936 del personale dell’Area I. Per conseguire l’obiettivo di una razionalizzazione nella distribuzione degli uffici del giudice di pace e delle risorse umane a questi afferenti si è reso necessario effettuare un’analisi statistica multivariata, caratterizzata, da un lato dall’individuazione della capacità di smaltimento effettivo, a livello nazionale, dei giudici in servizio nel periodo di riferimento e, dall’altro, dall’individuazione dei carichi di lavoro del singolo ufficio, ottenuta suddividendo le iscrizioni rilevate per la dotazione organica prevista.

Ai fini di una corretta valutazione dell’analisi svolta, occorre evidenziare che i dati statistici utilizzati sono quelli rilevati dalla Direzione generale delle statistiche relativamente agli anni solari 2005-2009. L’analisi condotta si è distinta in più fasi successive, di cui di seguito si riporta una rappresentazione schematica: FASE A, Calcolo della produttività media (Valore soglia); FASE B,
Individuazione carichi di lavoro degli uffici; FASE C, Individuazione uffici con carichi di lavoro inferiori al valore soglia; FASE D, selezione degli uffici sulla base del bacino di utenza e individuazione degli uffici

Il personale recuperabile attraverso l’accorpamento dei 674 uffici è pari a: 1.944 giudici di pace;
2.104 unità di personale amministrativo, così distinto: 184 dell’Area III; 1.350 dell’Area II; 570 dell’Area I. Entro sessanta giorni dalla pubblicazione delle tabelle gli enti locali interessati, anche consorziati tra loro, possano richiedere il mantenimento degli uffici del giudice di pace, con competenza sui rispettivi territori, di cui è proposta la soppressione, anche tramite eventuale accorpamento, facendosi integralmente carico delle spese di funzionamento e di erogazione del servizio giustizia nelle relative sedi; in tali ipotesi dovrà essere messo a disposizione dagli enti locali anche il personale amministrativo necessario alla gestione dell’ufficio e rimarrà a carico dell’amministrazione giudiziaria unicamente la determinazione dell’organico del personale di magistratura onoraria entro i limiti della dotazione nazionale complessiva nonché la formazione del personale amministrativo; entro i successivi dodici mesi il Ministro della giustizia, dovrà apportare con d.m. le conseguenti modifiche alle più volte menzionate tabelle. Il Ministro potrà e dovrà in tale sede valutare esclusivamente la rispondenza delle richieste pervenute ai criteri previsti dalla sopra citata normativa, ovvero alla disponibilità da parte degli enti locali a farsi carico degli oneri relativi all’istituzione ed al funzionamento dei nuovi uffici. Soltanto successivamente all’emanazione del decreto del Ministro della giustizia (o comunque al decorso del termine concesso per l’emanazione dello stesso) le nuove disposizioni in materia di sedi degli uffici del giudice di pace e di riassegnazione del relativo personale dispiegheranno appieno i propri effetti; appare, infatti, evidente che, dinanzi alla possibilità concessa ai comuni di “recuperare” parte degli uffici soppressi, risulterebbe del tutto inutile, ed anzi controproducente, sopprimere un ufficio per poi subito dopo istituirlo nuovamente, con tutte le necessarie conseguenze in tema di riallocazione del personale e spostamento dei procedimenti celebrati presso l’ufficio soppresso e poi nuovamente istituito. Il procedimento delineato dal decreto legislativo prevede invece che la nuova geografia giudiziaria relativa agli uffici del giudice di pace divenga efficace soltanto esaurite le procedure di consultazione degli enti locali e disegnato l’assetto definitivo di tutti gli uffici.

Il comma 5 dell’articolo 3, infine, prevede che ove gli enti locali non rispettino gli impegni presi in sede di presentazione della richiesta di conservazione dell’ufficio del giudice di pace, lo stesso venga soppresso con il medesimo procedimento previsto per gli accorpamenti dalla legge n. 374/1991, così come modificata dal presente decreto.

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