Marongiu (PD) sull’ospedale di Lanciano: “Dopo tanto rumore ora non se ne sa più nulla”

Dopo la decisione del comune di Lanciano di offrire la possibilità di localizzare il nuovo Ospedale in un sito alternativo rispetto all’attuale, sul quale è ferma intenzione del Partito Democratico e della forze di maggioranza di continuare a seguire ogni possibilità strutturale e sanitaria per ospitare il nuovo Ospedale, sulla questione è sceso un silenzio assordante.

Un silenzio che mostra chiaramente la strumentalità di alcune sterili polemiche e accuse all’amministrazione comunale di immobilismo che sono venute dalle forze del centro-destra lancianese, troppo protese alla polemica politica per vedere la negligenza conclamata, su questa partita, della Regione Abruzzo, del Governatore Chiodi e dell’Assessore “ombra” Venturoni.

Ricordiamo tutti le promesse di milioni di euro immediatamente disponibili e la perentoria dichiarazione del Sen. Di Stefano, in consiglio comunale, sul fatto che non vi erano dubbi sulla realizzazione dell’opera.

La stessa Azienda Sanitaria, con il manager Zavattaro, si è più volte spinta con comunicati e prese di posizione contro i ritardi dell’Amministrazione Comunale di Lanciano.

Il vicolo cieco, invece, è quello in cui ci ha spinto colpevolmente la Regione Abruzzo che ha fatto sparire i milioni di euro (10 più altri 10 attivabili) già stanziati per l’ammodernamento del Renzetti e che prima di scatenare polemiche tra i territori e tra i Sindaci, non si è guardata di fornirsi di una metodologia EX-ANTE (MeXA) che tante regioni hanno già approntato per lo studio dei bisogni sanitari e strutturali del territorio.

A che punto siamo con la MeXA regionale? Chi ci sta lavorando?

All’Amministrazione comunale di Lanciano, in questi mesi, non è inoltre pervenuta più alcuna richiesta di incontro o proposta di accordo ma solamente, nella giornata di ieri, la richiesta di documentazione catastale per la stima, ancora, dell’area dell’attuale Renzetti.

In questo bailame non possiamo non denunciare, dopo due anni, i’ammissione del Direttore Sanitario della Asl, Budassi, che ha definito “problematico” l’accorpamento della Asl di Chieti con quella di Lanciano/Vasto, così come emblematico è il fatto che l’Atto Aziendale sia sotto “osservazione” dalla Baraldi.

Riporto, ad esempio, la preoccupazione per il futuro del reparto di Nefrologia di Lanciano.

I nodi stanno venendo al pettine: chiediamo ai membri della Regione Abruzzo di darci un segno di vita, nell’attesa che una nuova classe di governo possa ridare autonomia sanitaria al basso Abruzzo e possa rispondere ai guasti prodotti con la decisione di chiudere i piccoli Ospedali continuando a depotenziare quelli che, al momento, rimangono ancora a disposizione dei pazienti.

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