La direzione Honda annuncia cassa integrazione e mobilità. La UilM: “Chiarezza sui piani industriali”

Dopo 40 anni di storia lo scenario è diventato molto preoccupante per i 668 dipendenti Honda e per circa 1.500 lavoratori dell’indotto. I numeri annunciati dall’azienda nel corso dell’incontro tra Fim, Fiom, Uilm provinciali e la rappresentanza sindacale per fare il punto sui dati produttivi e occupazionali 2011/2012sindacale tenutosi il 18 gennaio, sono allarmanti. Infatti, nell’incontro presso la sede dell’Associazione degli Industriali a Mozzagrogna, la Honda ha annunciato che per l’anno fiscale 2011/2012, che si chiuderà a marzo, la produzione sarà di 100.291 moto e 374.500 motori power e per il 2012/2013 i volumi scenderanno ulteriormente a 75.140 moto e 328.000 motori power. Per la Honda dal 2008 ad oggi c’è stata una perdita produttiva di circa il 60%. Per gestire questa ulteriore flessione negativa del mercato, la Honda farà  ricorso a  31 giornate di cassa integrazione tra  aprile- luglio 2012, nel periodo che storicamente è di alta stagione produttiva.  Inoltre, ridurrà la forza lavoro con una procedura di mobilità (legge 223/91) per 30 dipendenti che lascerebbero l’azienda per accedere alla pensione o ad altre attività.

“Alla Honda di Atessa  abbiamo dato credito e fiducia con la sottoscrizione del ‘Patto per la Competitività del 24 giugno 2011’ – ha ricordato il segretario provinciale della Uilm di Chieti, Nicola Manzi (foto a sinistra)-, ora chiediamo l’intervento della casa madre giapponese con un progetto industriale fatto di nuovi modelli e investimenti per garantire un futuro occupazionale e produttivo ai circa 2.200 dipendenti della Honda e dell’indotto”.

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