Ucciso con tre colpi di pistola in pieno centro a Pescara

In piazza Martiri Pennesi, in pieno centro, ucciso poco fa un commerciante. Si tratta di Italo Ceci, 60 anni, che in quel momento chiudeva la sua attività di ferramenta. Da quel che si è saputo l’uomo, ex componente della banda Battestini che negli 70-80 imperversava in Abruzzo e in altre regioni con una serie di sanguinose rapine, è stato sorpreso alle spalle, colpito tre volte. L’uomo che ha sparato è poi fuggito a piedi. E’ stato un testimone a dare l’allarme dopo aver trovato Ceci per terra, moribondo. Chi ha sparato, un solo uomo, di colore, che è stato visto fuggire in auto, una Punto rossa, a fari spenti e contromano. Avrebbe sparato dall’utilitaria. Sul posto si trovano il questore di Pescara, Paolo Passamonti, e il comandante provinciale dei Carabinieri, Marcello Galanzi (foto a sinistra). Ceci è stato soccorso dal personale del 118 ma per lui non c’era già più niente da fare è morto durante il trasporto in ospedale. I colpi lo hanno raggiunto alla schiena (due) e al braccio mentre stava abbassando la saracinesca.

Ceci, era titolare del negozio Colorquando. Gli inquirenti hanno raccolto alcune testimonianze dalle quali si è appreso che il killer ha sparato da una utilitaria, una Fiat Uno. Dunque, qualcuno lo aspettava e appena Ceci è uscito e chiudeva la sua attività, è stato raggiunto dai tre colpi.

Ceci, originario di Sulmona, da anni conduceva una vita regolare, lavorando, insieme al cognato, nel negozio di ferramenta davanti al quale è stato colpito a morte questa sera. Era noto alle forze dell’ordine per aver fatto parte della ‘banda Battestini’ che, guidata da Rolando Battestini, abruzzese di Giulianova, imperversò tra la fine degli anni ’70 e la metà degli anni ’80 in Abruzzo e nelle vicine Marche. Durante una rapina in una farmacia in provincia di Chieti i banditi uccisero un passante. Nel corso di un colpo in una banca della provincia di Ascoli Piceno freddarono una guardia giurata. Nell’aprile 1988 la Corte di Appello de L’Aquila condannò Battestini e alcuni complici a pene variabili dai 30 anni a un anno e mezzo di carcere. Nel 1990 in Corte d’assise di Macerata, un processo contro la banda si concluse con la condanna di Battestini a 15 anni per omicidio volontario e a 16 mesi per tentata rapina a mano armata; nella stessa sede Italo Ceci fu condannato a 16 mesi per tentata rapina. Battestini, conosciuto anche come il ‘Vallanzasca d’Abruzzo’, morì suicida nel 1992 nel carcere di Campobasso, dove era detenuto per omicidio, rapine e altri reati. Le prove che avevano permesso di arrestare lui e complici furono fornite da alcuni ‘pentiti’, tra i quali anche Italo Ceci. Oltre al lavoro nell’esercizio del cognato, Ceci aveva una piccola impresa di tinteggiatura e dava lavoro ad alcuni ragazzi stranieri, che trattava come figli. Per commercianti e professionisti della zona, che conoscevano il suo passato, Ceci era una persona a modo e sempre disponibile.

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