Honda, Fim Cisl e Fiom Cgil chiedono la produzione di una maxi moto nello stabilimento di Atessa

FIM-CISL e FIOM-CGIL, unitamente alla RSU delle due sigle sindacali, manifestano sufficiente soddisfazione per l’esito dell’incontro svoltosi due giorni or sono con il gruppo dirigente della HONDA Italia. Al centro del confronto,  l’esigenza di approfondire il tema dei volumi produttivi e le conseguenti ricadute sullo stabilimento di Atessa. A destare fortissima preoccupazione è chiaramente la condizione di grave crisi in cui versa il mercato della moto. I numeri, in costante calo, rappresentano un mondo che soffre più di quanto soffrano altri settori di riferimento per l’industria locale. Il mercato italiano, che per la HONDA rappresenta il 60% del mercato globale, ha perso circa 190mila moto nel corso di questi ultimi due anni e questo dato drammatico, ha chiaramente condotto lo stabilimento nipponico di Atessa verso un consistente e preoccupante ridimensionamento dei numeri di produzione.

“Va comunque sottolineato che a giocare a favore dello stabilimento HONDA di Atessa è la strategia complessiva messa in campo, percorso che incastra con successo vari elementi – sostengono FIM-CISL e FIOM-CGIL -: accordistica sindacale, qualità del prodotto, professionalità, efficienza e capacità di rappresentare la centralità industriale all’interno del colosso della moto. Infatti, la HONDA, ha deciso di chiudere tre stabilimenti: uno in Spagna, uno in America ed uno in Asia; nello stesso tempo, ha deciso di rafforzare quello di Atessa. Nei prossimi mesi infatti, ad Atessa arriveranno quattro nuovi modelli con l’obiettivo di riportare la produzione fino a quota centomila moto prodotte nell’anno. I modelli in arrivo sono: PCX, Vision 50 e 110, SH (nuova versione) con due differenti motorizzazioni. Il Sindacato, ha richiesto con insistenza il trasferimento di almeno una Maxi Moto ad Atessa, al fine di aggiungere alle nuove produzioni di Scooter un modello altamente tecnologico. Inoltre, secondo quanto dichiarato dall’Azienda, si renderà  necessario sviluppare una politica dei costi al fine di ridurre il gap con gli stabilimenti orientali che offrono un costo complessivo più basso di quello che il nostro territorio è in grado di proporre. In occasione dell’incontro, le parti hanno concordato di rivedersi nei prossimi mesi per un monitoraggio attento delle varie dinamiche di mercato ed hanno convenuto di rinnovare un percorso di mobilità condivisa che, verrà proposta con il criterio della non opposizione individuale al provvedimento stesso. In sostanza, potranno andare in mobilità soltanto quei lavoratori che decideranno di condividere detto percorso. Nei prossimi mesi, la HONDA farà ricorso alla cassa integrazione ordinaria per un numero complessivo di 31 giornate; la cassa integrazione sarà così ripartita: 3 giornate ad aprile, 7 a maggio, 6 a giugno e 15 giorni a luglio. Il calendario appena citato va ad aggiungersi ad un utilizzo praticamente moderato della cassa integrazione che fino ad oggi conta circa quaranta giorni di ricorso all’ammortizzatore sociale. Potremmo aggiungere che la HONDA di Atessa è l’Azienda che meno ha utilizzato gli ammortizzatori sociali in Provincia di Chieti. Come detto in precedenza, nei prossimi mesi sarà avviato un attento lavoro per l’intero tavolo sindacale al fine di non sottovalutare nessun probabile elemento di contrasto con le normali politiche di crescita e rafforzamento dei siti produttivi. La pressante crisi economica e finanziaria in essere, risulta essere devastante per il mercato al quale l’Azienda nipponica fa riferimento”.


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