Omicidio Ceci, si scava nel passato del ‘pentito’ della banda Battestini

Un professionista, un killer freddo e determinato. E’ questo l’identikit dell’uomo che ieri sera, alle 19:30, ha freddato Italo Ceci, il 58enne ex componente della banda Battestini, ucciso con tre colpi di pistola davanti al negozio ‘Color quando’ di via De Amicis. I testimoni lo hanno disegnato agli inquirenti, una descrizione fisica che potrebbe aiutare nelle indagini, soprattutto scavando nel passato, cercando in quella banda che negli anni 70 e 80 insanguinò l’Abruzzo e le Marche. Quarant’anni, con la carnagione scura, non molto alto, tarchiato e con la pancia prominente e un cappello scuro in testa. Aveva una pistola in mano, un revolver (i bossoli non sono stati trovati a terra e nemmeno nell’auto), e la impugnava ancora quando è risalito in macchina dopo aver sparato a Ceci ed è scappato a bordo di un’utilitaria. L’auto, una Fiat Punto, color bordeaux, era stata rubata il 3 novembre a Montesilvano. Per poter circolare chi la conduceva aveva a disposizione due targhe, trafugate da un furgone messo in vendita in un autosalone di via Breviglieri. Il furto delle targhe non era ancora stato scoperto.

Si diceva del passato di Ceci che insieme a Claudio Di Risio, Massimo Ballone, Raimondo Coletta e ad altri, era uno della banda di Rolando Battestini che seminò terrore dalla fine degli anni s70 all’inizio degli anni 80. Polizia e carabinieri guardano proprio a quegli anni. Ceci si dissociò, collaborando con le istituzioni. Era stanco della tanta violenza, di dover vivere di nascosto. Fece nomi e raccontò come agiva la banda e il suo capo. Oggi, a distanza di tanti anni, alcuni di quei suoi ex compagni sono fuori. Per questo le indagini condotte dal pm Silvia Santoro, non stanno tralasciando nulla. Gli uomini della squadra mobile diretta da Pierfrancesco Muriana hanno effettuato perquisizioni, controlli e accertamenti con lo stub e ha ascoltato il cognato di Ceci, che lavorava con lui nel negozio ‘Color quando’, e il figlio adottivo di Ceci, Valerio. Sono stati acquisiti a casa appunti, documenti e il computer della vittima. Non sarebbero emersi elementi dalla visione delle immagini riprese dalle telecamere del parco di piazza Santa Caterina e di un hotel della zona. Questa mattina è stato eseguito un nuovo sopralluogo. In serata, l’anatomopatologo Ildo Polidoro eseguirà l’esame autoptico presso l’ospedale di Pescara.

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