Difensore Civico, il Consiglio di Stato rimette al suo posto Nicola Sisti. Il PD: “E’ il frutto della corsa alle poltrone del PdL”

La vicenda del difensore civico abruzzese rappresenta “altro caso di malapolitica grazie alla famelica spartizione di poltrone nel PdL”

Lo ha denunciato in apertura del Consiglio Regionale il capogruppo del PD, Camillo D’Alessandro, dopo che il Consiglio di Stato, con sentenza n. 273/2012 che ha confermato la sentenza del Tar Abruzzo n.88/2011, ha stabilito che il legittimo Difensore civico regionale per l’Abruzzo è l’avvocato Nicola Sisti. Il Consiglio di Stato ha respinto in maniera netta e perentoria l’appello principale proposto dalla Regione Abruzzo con l’Avvocatura dello Stato e l’appello incidentale proposto dal controinteressato, Giuliano Grossi. La Regione Abruzzo non potrà esimersi dal mettere in esecuzione la sentenza e reintegrare l’avvocato Sisti nella funzione.

“Dopo la prima sentenza del TAR – ricorda D’Alessandro – avevamo portato in consiglio la richiesta di revoca di Grossi per autotutela da parte del Consiglio Regionale, votarono contro ed oggi si assumeranno le responsabilità. Entrambi i difensori sono del PDL per cui la guerra di poltrone oggi la pagheranno i cittadini. Bisognerà pagare Sisti per il pregresso con tutti gli interessi e reintegrarlo, si dovrà pagare Grossi perchè lui pur decadendo, essendo stato nominato, è stato pagato e sarà pagato fini all’ultimo centesimo. Quindi in questa legislatura pagheremo due difensori civici regionali, circa il costo di un consigliere regionale in più”.

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