La UilM: “Dal 2008 al 2011 licenziati 11189 in provincia di Chieti”

In provincia di Chieti, in 4 anni di crisi, licenziati 11.189 lavoratori. La denuncia arriva dal segretario provinciale della Uilm Uil di Chieti, Nicola Manzi. Sono questi i dati allarmanti che confermano gli effetti devastanti della crisi iniziata nel 2008, che ha toccato pesantemente tutte le attività economiche e produttive della provincia Chieti. In tutti i settori produttivi della provincia ci sono stati dal 2008 al 2011 complessivamente 11.189 licenziamenti e i lavoratori iscritti nelle liste di mobilità (Legge 223/91 e L. 236/1993) sono: 2.030 nel 2008; 3.024 nel 2009; 3.206 nel 2010; 2.929 nel 2011.

“Il 2012 rischia di essere l’anno peggiore e i segnali ci sono tutti – dice Manzi -. Con il perdurare della crisi tante aziende metal meccaniche sono “in coma economico e produttivo” a causa della rigidità d’accesso al credito imposto dalle banche e dalla riduzione costante della produzione. Con la crisi le aziende continuano a tagliare i costi fissi  licenziando i dipendenti e distruggendo il patrimonio professionale della provincia di Chieti. Dai primi giorni di gennaio 2012 nel settore metalmeccanico abbiamo ricevuto richieste di cassa integrazione e procedure di mobilità, in particolare da aziende dell’indotto Honda sulle quali resta alta la nostra attenzione. Questa insicurezza occupazionale – conclude il segretario provinciale della Uilm Uil di Chieti – crea un notevole disagio sociale, pertanto bisogna fermare i licenziamenti utilizzando tutti i possibili strumenti alternativi”.

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