La Regione boccia il Piano scolastico della Provincia di Chieti. Il PD: “Ignorate le nostre proposte”

“L’avevamo detto che la proposta cocciutamente voluta e difesa dall’assessore Mauro Petrucci,  blindata nel voto bulgaro del consiglio provinciale del 20 Dicembre 2011 era debole, troppo articolata nel cercare di dare strapuntini clientelari frutto di vecchi dazi elettorali da pagare, non rispondente alle naturali vocazioni degli istituti e dei territori, non coerente allo spirito punitivo della normativa firmata dall’ex ministro alla pubblica istruzione Maria Stella Gelmini. A poco servono le polemiche postume quando poi non sono stati neanche attenti a garantirsi la presenza in giunta di chi doveva sorvegliare sul contenuto del deliberato ed il probabile annuncio di ricorsi probabili, per far valere le ragioni di una maggioranza sempre più scricchiolante, divisa e litigiosa, a poco o nulla servono. Le nostre proposte sono state il  frutto di un lavoro di squadra fatto nel merito con esperti del settore ed esponenti del Partito Democratico, non guardavano ad immediati interessi di parte ma a quelli dei territori, non miravano a raccogliere risultati elettorali ma ponevano al centro la qualità dell’offerta formativa nell’esclusivo interesse degli studenti. Su queste basi abbiamo avuto una naturale dialettica  interna sapendo trovare il giusto equilibrio che va cercato quando è l’interesse generale che si persegue. E’ bastato poco tempo e, nonostante la protervia dell’assessore Petrucci, abbiamo avuto ragione. Questo risultato segna un altro punto a favore della bontà di un opposizione di merito svolta in maniera costruttiva che stiamo portando avanti con cocciuta tenacia. Ci saremmo altresì aspettato che la provincia di Chieti avesse anche chiesto alla Regione, in nome della filiera di centrodestra tanto sbandierata, di impugnare l’art. 19 della manovra estiva che, in maniera anticostituzionale, determinava secondo parametri solo numerici ed economici la soppressione di numerosi plessi scolastici. Un danno  a studenti, famiglie ed operatori scolastici che nella nostra Provincia è stato limitato solo grazie alle sollecitazioni ed interessamenti del nostro gruppo e di altri esponenti del partito democratico.”

Di seguito, per opportuno ricordo, le nostre contestazioni ed osservazioni al Piano Scolastico provinciale. Nel merito la giunta regionale ha: bocciato la richiesta d’istituzione del corso di Liceo Scientifico a Villa Santa Maria; bocciato la richiesta d’istituzione di un corso di Operatore Turistico al professionale di Casoli  ma scippato del tradizionale e rinomato indirizzo di meccanica; bocciato la richiesta d’istituzione di un corso per Maestro Pastaio aggregato al professionale di Casoli ma di stanza a Fara San Martino; bocciato la richiesta d’istituzione di un polo liceale a Francavilla al Mare in luogo di  quello previsto di Ortona.

Noi avevamo proposto di: rafforzare gli indirizzi legati alla gastronomia ed ai servizi ad essa legati per Villa Santa Maria allo scopo d’arricchire l’offerta formativa,  migliorarne le potenzialità e la vocazione naturale anche in considerazione degli investimenti che lì si sono fatti allo scopo. Il corso di Maestro Pastaio qui e non altrove andava previsto; finalizzare il corso di Operatore Turistico in un qualsiasi comune della costa, già sede d’istituto professionale in luogo di Casoli ove andava previsto un corso legato alla metalmeccanica per rispondere meglio alle richieste vocazionali del territorio; mettere in sinergia gli Istituti Tecnici Commerciali di Vasto, San Salvo, Gissi e Casalbordino che attualmente sfornano “ragionieri generici” e distano pochi chilometri di distanza l’uno dall’altro. Lo scopo della proposta verteva sulla possibilità di creare indirizzi specialistici diversi al fine di differenziarli da quelli attualmente generici e rafforzarli in prospettiva per avere maggiore “attrattiva scolastica” evitando così accorpamenti e soppressioni sempre possibili con i tagli in corso; avere un solo ed unico dirigente scolastico per le scuole medie superiori di Casalbordino, Scerni e Gissi evitando la forzatura di averne solo uno a Gissi che s’occupa dalla scuola dell’infanzia sino alle superiori e mantenerne uno a Scerni. Tutto ciò solo per dare risposte di natura squisitamente politiche e non certo per una obiettiva maggiore funzionalità del sistema. Al riguardo, proprio per convenire sulla necessità di non penalizzare Gissi, c’era la disponibilità a votare un indirizzo di mantenere in questo comune il dirigente preposto alla “integrazione” orizzontale  con gli istituti superiori di Casalbordino e Scerni.

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